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Ventenne disabile derubato al Bennet di Ivrea: «Mi hanno preso di mira, ho paura»

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IVREA. Hanno frugato nelle sue tasche e hanno preso quello che c’era, un pacchetto di sigarette e un profumo. Un 20enne eporediese con una disabilità cognitiva dell’80%, però, racconta di vivere nella paura. Perché i bulletti di un gruppo che gravita nei dintorni della stazione di Ivrea, lo hanno preso di mira. Stavolta ha preso il coraggio a due mani e ha denunciato tutto ai carabinieri della stazione di Ivrea, che hanno già individuato il responsabile.

Proprio lui, anche il giorno dopo gli si sarebbe avvicinato con fare minaccioso: «Dammi una sigaretta». Una scusa per attaccare briga, come quella usata in precedenza.

Il primo episodio è avvenuto martedì 3 marzo, mentre il 20enne sedeva tranquillo ai tavolini del bar del Bennet di Ivrea. Due ragazzi gli si sarebbero appunto avvicinati chiedendogli la sigaretta e lui avrebbe risposto di averne solo una. Dopodiché avrebbero cominciato a frugargli nelle tasche, trovando appunto il pacchetto completo e un profumo. «Sono rimasto impietrito - racconta - e non sono riuscito a reagire». Anche perché lo stesso episodio si era ripetuto due mesi prima e il 20enne non aveva denunciato.

Il giorno dopo succede un episodio analogo in zona stazione: solo che dopo la richiesta di sigaretta, il ragazzo stavolta fugge. Corre e trova asilo nel vicino chiosco di kebab, che lo protegge. Si infila in bagno. «Devo parlare con un mio amico», dice uno alla persona dietro al bancone. «È tuo amico?», urla l’uomo al ragazzo. «No», risponde il 20enne. E allora il bullo viene mandato via.

«Si sono anche bevuti una birra con lui e lo hanno consolato - racconta la madre -, devo davvero ringraziarli. Voglio sottolineare che questo gruppetto non se la prende soltanto con mio figlio, so che hanno rubato 50 euro a una ragazzina. Per questo io mando in giro mio figlio con i soldi contati. Dagli assistenti sociali ci è stato detto che non deve andare in luoghi pericolosi, ma dico io, ora la stazione è un posto pericoloso? È un luogo di passaggio, tra l’altro al Movicentro mio figlio fa anche alcune attività».

Il ragazzo era già stato protagonista di un episodio analogo circa un anno fa, a gennaio. «Me lo ricordo benissimo - racconta ancora la madre -, perché era la Giornata mondiale dei calzini spaiati. Si trovava alla fermata del bus all’Oviesse. Sempre per una questione di una sigaretta gli hanno messo le mani in tasca e gli hanno preso le chiavi di casa, il telefono, lo hanno minacciato con un coccio di bottiglia. Anche in quel caso abbiamo denunciato. Non erano, però, gli stessi ragazzi. Questi son diversi, ma fanno paura perché sappiamo che alcuni di loro girano col coltello».

I carabinieri della Compagnia di Ivrea hanno già ottenuto risultati. Da ultimo il fermo di un 20enne, una 19enne e un 17enne per rapina. I tre avrebbero aggredito e inseguito un 32enne picchiandolo con una catena della bici, un bastone e tirandogli anche alcuni cubetti. Gli avrebbero poi rubato soldi, catene e bracciali d’argento. I carabinieri però sono riusciti a individuarli e fermarli: il 20enne ora è in carcere, la 19enne ai domiciliari, il 17enne in carcere minorile.

Inoltre sono stati identificati e denunciati anche tutti i ragazzi che hanno preso parte alla maxi rissa nel dehors del bar Buffet.