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Appello all’unità di Meloni, sì di Calenda e Magi. Pd di nuovo allo sbando per la propaganda di Schlein

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Arrivano alcune risposte positive da parte dell’opposizione all’appello della premier Giorgia Meloni all’unità di fronte alla guerra in Iran e alla crisi internazionale. Carlo Calenda ha definito «doveroso accettare l’invito», Riccardo Magi ha parlato di «disponibilità» e, soprattutto, l’eurodeputata dem Pina Picierno ha sollecitato un «incontro urgente».

Picierno prende le distanze da Schlein

«Abbiamo davanti a noi una delle crisi geopolitiche e strategiche più importanti degli ultimi decenni, una crisi che può cambiare il voto del Mediterraneo e delle nostre economie. Governo e opposizione si incontrino urgentemente, uscendo da una campagna elettorale permanente fatta di polarizzazione e attacchi. È il tempo della responsabilità per l’interesse superiore del Paese», ha scritto in una nota Picierno, dando voce a un sentimento che, secondo quanto emerso, non è personale, ma ampiamente condiviso nella componente riformista del Pd.

Opposizione spaccata nel complesso e Pd spaccato al suo interno

L’intervento di Picierno è particolarmente significativo perché arriva a poche ore dell’intervista in cui Elly Schlein è tornata ad accusare Meloni di fare «tutto da sola» e «la clava», suscitando una ferma risposta nella quale la presidente del Consiglio, che ha comunque ribadito la sua disponibilità al confronto per il bene della Nazione in questo momento così complesso. Dunque, la presa di posizione dell’esponente dem conferma le profonde spaccature che attraversano non solo l’opposizione nel suo complesso, ma anche il Pd al suo interno.

Calenda smaschera l’incoerenza della sinistra

Calenda su X, manifestando la sua completa disponibilità al dialogo, ha poi sottolineato l’incoerenza delle posizioni della sinistra. «C’è una cosa che non comprendo: in questi giorni ho letto da parte della sinistra tonnellate di comunicati che chiedevano a Meloni di venire in aula ma soprattutto di condividere di più le informazioni e le iniziative sulla crisi in Medio Oriente. Ora ieri la premier ha offerto di aprire un tavolo a Chigi con le opposizioni. Mi sembra dovere e interesse di tutti accettare. Altrimenti – ha scritto ancora il leader di Azione – anche le critiche che hanno un fondamento finiscono per sembrare pretestuose». «Azione – ha quindi chiarito Calenda – parteciperà come ha sempre fatto con ogni governo a tavoli di consultazione e confronto su fatti che superano l’interesse di una fazione e riguardano l’interesse nazionale».

Magi dice sì, ma fa l’equilibrista

Più equilibrista Magi di +Europa, che non ha voluto dismettere i toni polemici – accusando Meloni di fare «vittimismo» e di essere promotrice di un invito in cui «non c’è nulla di sincero» – pur annunciando che «siamo comunque pronti a incontrala».

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