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Crisi in Medio Oriente: Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa. Tajani: l’emergenza rimpatri è finita

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L’aggravarsi della tensione in Medio Oriente e il perdurare del conflitto in Iran pongono l’Italia in uno stato di massima allerta istituzionale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ufficialmente convocato il Consiglio Supremo di Difesa per venerdì 13 marzo alle ore 10 presso il Quirinale. All’ordine del giorno della riunione figurano la guerra in Iran e in Medio Oriente, con un’analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Capo dello Stato e composto tra gli altri dal presidente del Consiglio e dai ministri competenti, è l’organo che esamina le questioni strategiche legate alla sicurezza e alla difesa nazionale.

Parallelamente, alla Farnesina, il ministro degli Esteri Antonio Tajani coordina costantemente l’Unità di Crisi. L’obiettivo prioritario del governo italiano rimane la via diplomatica, orientata a una necessaria de-escalation per evitare un allargamento incontrollato delle ostilità. Tuttavia, il quadro geopolitico si è ulteriormente complicato dopo l’intercettazione, da parte della NATO, di un secondo missile diretto verso la Turchia.

Tajani: al lavoro per evitare escalation

Tajani ha inoltre confermato di essere in costante contatto con i partner regionali per monitorare l’evoluzione dei rischi. Sul fronte della sicurezza militare, il responsabile della Farnesina ha rassicurato circa l’incolumità del contingente italiano in Kuwait, annunciando contemporaneamente una riduzione preventiva del personale presente a Beirut e Baghdad.
Riguardo alla posizione della NATO, Tajani ha predicato estrema prudenza sull’eventuale attivazione dell’Articolo 5. Nonostante la minaccia subita dalla Turchia, il vicepremier ha ribadito che l’Italia non ha alcun interesse a un’estensione del conflitto: “Bisogna evitare escalation e muoversi con circospezione”, ha dichiarato, sottolineando che ogni decisione dipenderà dalle richieste formali della Turchia e dalle valutazioni collettive dell’Alleanza”.

Per quanto concerne i civili, l’emergenza rientri sembra avviarsi verso una risoluzione positiva. Grazie alla ripresa dei voli di linea, la situazione dei connazionali all’estero sta migliorando drasticamente. Resta critico solo il nodo Maldive: a causa della saturazione degli scali nel Golfo, molti turisti italiani sono ancora in attesa di imbarco a Malé. Per gestire il flusso, il governo ha potenziato il personale in loco con l’invio di nuovi funzionari, carabinieri e dell’Ambasciatore.

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