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Il tesoro di Khamenei: beni espropriati agli iraniani attraverso false dichiarazioni in tribunale

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Tanti cittadini iraniani sono rimasti colpiti negli anni dalla repressione del regime islamista: alcuni di loro hanno perso le loro case, che sono passate nelle mani dell’alta classe politica. Come ha fatto sapere il Daily mail, Ali Khamenei ha accumulato un impero commerciale dal valore di 95 miliardi di dollari, sequestrando arbitrariamente migliaia di proprietà appartenute ai cittadini. Un’indagine Reuters nel 2013 ha scoperto che la guida suprema islamica ha accumulato tutte queste ricchezze immobiliari sostenendo nei tribunali iraniani, a volte falsamente, che queste fossero abbandonate.

L’impero commerciale di Khamenei era controllato da Setad, organizzazione che era stata istituita da Ruhollah Khomeini prima della sua morte. Sotto Khamenei, questa società ha ingigantito le sue partecipazioni aziendali, acquistando partecipazioni in dozzine di società iraniane, sia private che pubbliche. L’obiettivo dichiarato era quello di creare un agglomerato finanziario nazionale per stimolare la crescita economica del paese.

Khamenei sequestrava immobili attraverso il tribunale, spesso utilizzando false dichiarazioni

Il valore totale di Setad è stato complesso da definire per colpa della segretezza dei suoi conti. Reuters l’ha stimato a circa 95 miliardi di dollari, strutturato da circa 52 miliardi di dollari in immobili e 43 miliardi di dollari in partecipazioni aziendali. Attraverso Setad, Khamenei disponeva di risorse finanziarie che rivaleggiavano con le partecipazioni dello scià Rezha Pahlavi, il re supportato dall’Occidente che fu destituito nel 1979 a seguito della rivoluzione islamica.

Oltre al pacchetto azionario di Setad, il figlio di Khamenei, Mojtaba, ha guadagnato un grande portafoglio che comprende “Mega-villas” a Londra, una villa esclusiva a Dubai e svariati hotel europei di lusso. Secondo una ricerca di Bloomberg, il nome del figlio di Khamenei non compare mai sui tanti beni che possiede. Questi vengono acquistati attraverso una ramificazione di società di comodo, intermediari e conti bancari con sede nel Regno Unito, in Svizzera, nel Lichtenstein e negli Emirati Arabi Uniti (Eau), tramite accordi che si estendono fin dal 2011.

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