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Quaresima e Ramadan, coincidenza tra le due religioni nel 2026

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IVREA. La Quaresima è cominciata il 18 febbraio e quest’anno, condizione rarissima, anche il Ramadan è iniziato nello stesso periodo, per la precisione il 17. I fedeli cristiani e quelli musulmani si trovano a vivere nello stesso momento l’importante periodo di riflessione, preghiera, penitenza e digiuno. Quaranta giorni per i cristiani, trenta per i musulmani, che si basano sul calendario lunare, per crescere e migliorare insieme alla comunità attraverso momenti di raccoglimento, preghiera e atti di carità.

Un periodo che serve ad accrescere la fede, ma anche il senso di comunità. La coincidenza temporale per le due fedi può essere l’occasione per saperne di più sul significato e su come viene vissuto questo momento dai fedeli, ma può anche essere un’occasione di confronto e dialogo.

A offrire lo spunto e a sottolineare la coincidenza è stato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, attraverso un messaggio alla comunità islamica per l’apertura del Ramadan: «Il sacro mese di Ramadan quest'anno coincide con la santa Quaresima cristiana. Viviamo dunque lo stesso tempo di penitenza, preghiera, solidarietà con i più poveri, costretti al digiuno tutto l'anno. Colgo questa bella coincidenza nel calendario come simbolo di un incontro profondo tra i nostri cuori e le nostre vite, che ci spinge alla ricerca di vie comuni di pace e collaborazione».

Se i cristiani con il Mercoledì delle ceneri iniziano la Quaresima, ovvero i 40 giorni che accompagnano i fedeli alla Pasqua, durante il mese sacro del Ramadan, che inizia con l’avvistamento della luna crescente, gli islamici commemorano con il digiuno la prima rivelazione del Corano a Maometto. Entrambi i periodi si rivolgono alla vita spirituale, ma anche a quella della comunità e alla cura dei più deboli.

IL MESSAGGIO DEL VESCOVO SALERA

A partire dalla ricorrenza inusuale tra le due fedi ci siamo affidati al vescovo della Diocesi di Ivrea Daniele Salera (in foto) per comprendere qual è il significato della Quaresima oggi.

«Il 2 febbraio abbiamo celebrato la Festa della Presentazione al Tempio e attraverso questo rito abbiamo fatto memoria di Cristo Luce del mondo. In questo tempo di Quaresima siamo invitati a considerare che non è mica detto che quella luce continui a splendere “automaticamente” in noi – spiega nel messaggio ai fedeli –. La Quaresima serve per tornare a essere consapevoli di una luce che si è fatta troppo fioca o addirittura non splende più. Questo tempo, che ha inizio con il Mercoledì delle Ceneri, non sta ad indicare il fine del cammino bensì lo strumento concreto e incarnato attraverso cui noi vogliamo che la luce torni a splendere nella nostra vita. Ci aiuteranno i digiuni, le elemosine, le preghiere, le Viae Crucis: quelle celebrate rimanendo impressionati da quell’amore/dolore che ci ha sottratti alla morte prendendola su di sé. Ma in questa Quaresima riceveremo anche un ulteriore aiuto: i testi della liturgia della Parola e in particolare i brani del Vangelo. Se nelle prime due domeniche troveremo, nella versione di Matteo, i noti episodi delle tentazioni di Gesù nel deserto e della Trasfigurazione, nelle altre tre ci saranno proposti i brani di Giovanni della samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro. Attraverso i testi potremo scorgere ciò che ha dato origine alla Quaresima: accompagnare l’iniziazione cristiana. Questo tempo santo è stato voluto come preparazione immediata alla celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia, e quest’anno sarà particolarmente sentito poiché alla Veglia pasquale in Cattedrale a Ivrea ben 8 catecumeni saranno uniti a Cristo nella Chiesa».

Le domeniche di Quaresima dell’anno A, quello in cui sono preponderanti le letture dal Vangelo di Matteo, sono le domeniche che più di ogni altro ciclo annuale sono connesse al Catecumenato: proprio questo tempo che precede la ricezione dei sacramenti dell’iniziazione ha dato origine alla Quaresima. «Quaranta saranno i giorni donati per vivere il nostro esodo, numero che da sempre nella Scrittura è connesso al cambiamento, alla trasformazione, alla conversione – spiega ancora il vescovo –. Ricordiamo inoltre quanto il tempo quaresimale sia servito ai penitenti per riunirsi con la Chiesa. Il giovedì santo venivano riammessi alla comunione con i fratelli in Cristo. In questo modo è sorta la Quaresima. Essa non si configura dunque come un itinerario volto al raggiungimento della perfezione personale, quanto piuttosto un aiuto per una più salda comunione con il Signore e la comunità cristiana».

Per crescere in una comunione più piena aiuteranno anche i momenti di formazione pensati per i Consigli pastorali parrocchiali: «Riuniti per vicaria, mediteremo sui fondamenti biblici del discernimento comunitario, tornando a quanto la Scrittura ci insegna circa le modalità con cui le prime comunità cristiane hanno imparato a rimanere fedeli al Signore Gesù, trovando risposte a quelle novità che con l’avanzare del tempo incontravano lungo il cammino. Scopriremo come lo Spirito voglia ancora dare vita alle nostre comunità. Gli Atti degli Apostoli ci guideranno in questo percorso e avremo così modo di considerare come il cammino della Chiesa non sia mai stato semplice. Con la chiusura dell’Anno santo, inoltre, avevamo accennato a quanto fosse opportuno ritrovarci per condividere ciò che gli operatori della Caritas diocesana e i referenti delle Caritas di vicaria stanno osservando e sperimentando nel loro servizio. Il 24 gennaio abbiamo avuto questa opportunità: i medici volontari della Caritas diocesana ci hanno riferito di quanti chiedono di essere curati non avendo la possibilità di ricevere questo specifico aiuto attraverso le vie ordinarie. Molti bambini stranieri non hanno la possibilità di procurarsi degli occhiali da vista o ricevere le necessarie cure ortodontiche, in alcune località abbiamo famiglie che vivono assiepate in case troppo piccole e senza mobilio: è emersa la necessità di chiamare nuovi volontari a lavorare in questo ambito e a tal fine segnalo il numero 351.6068422 (la mattina di martedì, di mercoledì e di giovedì) per offrire la propria disponibilità, o invito i fedeli, che sentono questa possibilità come una strada per vivere a pieno la Quaresima, a contattare le Caritas delle parrocchie per offrire disponibilità al servizio o quella competenza che deriva dalla propria professione che può essere messa a disposizione di chi vive nel bisogno. Infine, vorrei chiedere a tutte le comunità di dare spazio al silenzio e alla preghiera». —