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Февраль
2026

Suppletive: i Verdi strappano al Labour un collegio storico e Starmer finisce nella bufera

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Il Green Party of England and Wales ha vinto un’elezione suppletiva parlamentare in Inghilterra, ottenendo un risultato storico che rafforza il piccolo partito ambientalista e rappresenta un duro colpo per il primo ministro Keir Starmer, con il suo Labour Party relegato al terzo posto.

La candidata verde Hannah Spencer è stata proclamata vincitrice a Gorton and Denton nelle prime ore di venerdì con 14.980 voti. Matt Goodwin, candidato del partito di estrema destra razzista Reform UK, ha ottenuto 10.578 preferenze, mentre la candidata laburista Angeliki Stogia si è fermata a 9.364 voti.

Il risultato conferma quanto il panorama politico britannico sia ormai frammentato rispetto ai decenni in cui era dominato da Labour e Conservative Party. Il collegio di Gorton and Denton, nella Greater Manchester, aveva eletto deputati laburisti per quasi tutto l’ultimo secolo, ma la popolarità del governo Starmer è calata sensibilmente da quando il partito è tornato al potere nel luglio 2024.

La quota di voti del Labour nel collegio si è dimezzata rispetto alle elezioni generali del 2024, quando il partito aveva vinto agevolmente. Spencer ha prevalso con un margine più ampio del previsto, consegnando ai Verdi il loro quinto seggio sui 650 della Camera dei Comuni.

Nel discorso della vittoria, Spencer — idraulica e consigliera locale — ha dichiarato: «Per le persone qui a Gorton and Denton che si sentono lasciate indietro e isolate: vi vedo e lotterò per voi». Ha anche scherzato con i suoi clienti, scusandosi perché dovrà cancellare alcuni appuntamenti di lavoro: «Sto andando in Parlamento».

I Verdi hanno battuto non solo il Labour, che detiene 404 seggi ai Comuni, ma anche Reform UK, guidato dal veterano della destra radicale Nigel Farage, che conta otto deputati ma da mesi guida diversi sondaggi nazionali. La pari dei Verdi alla Camera dei Lord Jenny Jones ha definito il risultato «assolutamente sismico».

L’elezione — convocata dopo le dimissioni del precedente deputato laburista — era considerata imprevedibile in un’area socialmente molto variegata: quartieri operai tradizionalmente laburisti ma sempre più attratti da Reform, una forte presenza di studenti universitari e una consistente comunità musulmana. Molti elettori si sono detti delusi dalla svolta centrista del Labour sotto Starmer e dalla percepita lentezza del governo nel criticare la condotta di Israele nella guerra contro Hamas a Gaza, un terreno favorevole alla crescita dei Verdi.

Sotto la guida “eco-populista” di Zack Polanski, il partito ha ampliato la propria agenda oltre l’ambiente, puntando anche su costo della vita, legalizzazione delle droghe e sostegno alla causa palestinese.

Pressioni crescenti su Starmer

Starmer ha subito una serie di battute d’arresto da quando ha riportato il Labour a una vittoria schiacciante nel luglio 2024. Il governo fatica a mantenere le promesse di crescita economica, a rilanciare servizi pubblici in difficoltà e ad alleviare il caro-vita.

Il prossimo voto nazionale non è previsto prima del 2029, ma la minaccia più immediata per Starmer potrebbe arrivare dall’interno del suo stesso partito, dove alcuni parlamentari valutano la possibilità di sostituirlo.

Il premier ha inoltre dovuto affrontare polemiche legate a Peter Mandelson, nominato da Starmer ambasciatore britannico a Washington nel 2024 e poi licenziato nel settembre 2025 dopo rivelazioni sui suoi rapporti con il finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein. Recenti sviluppi hanno riacceso il malcontento interno sul giudizio politico del premier.

Starmer dovrà anche spiegare perché il partito ha impedito ad Andy Burnham, popolare sindaco laburista della Greater Manchester e potenziale rivale per la leadership, di candidarsi nella suppletiva.

La sconfitta rafforza infine chi sostiene che il tentativo del governo di riconquistare gli elettori tentati da Reform con politiche più dure sull’immigrazione abbia finito per alienare parte dell’elettorato progressista.

La vice leader laburista Lucy Powell ha comunque minimizzato le conseguenze, sostenendo che «non c’è alcuna corsa alla leadership» nel partito, pur riconoscendo che i Verdi sono riusciti a convincere gli elettori di essere i meglio posizionati per fermare Reform nel collegio.

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