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Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: con Di Stefano in finale sarebbe cambiato tutto; Deromedis ha vinto da favorito

PAGELLE ITALIA OLIMPIADI OGGI (sabato 21 febbraio)

Patrick Baumgartner (bob), 6: bene, ma non benissimo. La fase di spinta si conferma l’atavico, e forse irrisolvibile problema. Ma anche la guida non è stata così pulita. L’azzurro ha fatto segnare il settimo ed il quinto tempo nelle prime due manche. A metà gara è quinto, certamente un piazzamento di prestigio. Se però l’obiettivo è il podio, allora è lontano 19 centesimi. E non sono pochi, soprattutto da recuperare al tedesco Adam Ammour, nuovo astro nascente teutonico.

Simone Deromedis (skicross), 10 e lode: una delle poche punte azzurre in campo maschile che non ha patito la pressione. Era il secondo favorito dopo il canadese Reece Howden. Ha letteralmente dominato ogni turno, facendo la differenza in partenza e amministrando il vantaggio accumulato. A 25 anni vanta già un oro ai Mondiali e alle Olimpiadi. Avrà tante occasioni per completare la Tripla Corona con la Coppa del Mondo generale. E non è escluso che possa già accadere nelle prossime settimane.

Federico Tomasoni (skicross), 10: mai sul podio in Coppa del Mondo, l’exploit della vita arriva proprio alle Olimpiadi. Aveva dei veri e propri bolidi sotto gli sci, in semifinale ha persino dato filo da torcere al compagno di squadra Deromedis. Troppo grande era la motivazione di dedicare questo risultato all’indimenticata Matilde Lorenzi, di cui era il fidanzato. E chissà che ora questo argento non gli consenta di acquisire un nuovo status anche nel circuito della Coppa del Mondo.

Dominik Zuech (skicross), 7,5: era velocissimo, come testimonia il fatto che ai quarti sia finito davanti a Howden. Per sua ‘sfortuna’ si è ritrovato davanti proprio i compagni di squadra che avrebbero realizzato la doppietta.

Edoardo Zorzi (skicross), 6: subito fuori agli ottavi, anche nel suo caso stoppato da due connazionali (Deromedis e Zuech).

Simone Daprà (sci di fondo), 6: conclude una più che dignitosa Olimpiade con il 18° posto nella 50 km. Ha dimostrato di poterci stare a questi livelli.

Elia Barp (sci di fondo), 5,5: sulle distanze lunghe fa ancora tanta fatica.

Alba De Silvestro-Michele Boscacci (sci alpinismo), 5,5: era noto che Francia, Svizzera e Spagna fossero superiori, e il podio parla chiaro. I coniugi azzurra non sono però mai stati veramente in corsa per le medaglie, superati anche dagli USA. Per la verità la seconda frazione di De Silvestro era stata molto buona, ma al veterano valtellinese sono mancate le gambe. In generale è uno dei settori dove si è lavorato peggio. Quando lo sci alpinismo venne inserito nel programma dei Giochi, l’Italia era uno dei Paesi di riferimento (anche nei format non olimpici come vertical e individuale). In seguito ha perso rapidamente posizioni nelle gerarchie internazionali.

Lisa Vittozzi (biathlon), 5: giornata negativa al poligono con 4 errori. La concentrazione non era più la stessa dopo l’oro raggiunto nell’inseguimento. Ci può stare.

Dorothea Wierer (biathlon), 7,5: saluta il suo sport con una prestazione gagliarda, di gran lunga la migliore della sua Olimpiade. Sugli sci riesce a tenere un passo indiavolato. Commette due errori al poligono: uno di troppo. L’Italia saluta un’icona che ha segnato un’era e portato il biathlon verso frontiere sconosciute sino a tre lustri or sono.

Daniele Di Stefano (speed skating), 5: con lui in finale, forse, avremmo raccontato un’altra storia. Andrea Giovannini si è ritrovato senza una spalla fondamentale, che ad esempio avrebbe potuto rispondere in prima persona all’attacco dell’olandese Jorrit Bergsma. Ad ogni modo, la prestazione odierna non cancella un’Olimpiade sontuosa. L’Italia ha trovato una nuova punta per il prossimo quadriennio.

Andrea Giovannini (speed skating), 8: era il più forte, e lo ha dimostrato dominando lo sprint per il terzo posto. Ha finalizzato al meglio l’appuntamento olimpico, arrivando all’apice della forma. Torna a casa con un oro (team-pursuit) ed un bronzo che ne sanciscono la definitiva consacrazione. Parliamo di un grande campione, forse troppo sottovalutato. Certo. il rammarico per la ‘fuga bidone’ non sarà semplice da smaltire in tempi brevi.

Francesca Lollobrigida (speed skating), 7: stesso discorso di Giovannini. Non avendo compagne di squadra su cui fare affidamento, si è ritrovata a dover rispondere in prima persona ad almeno un paio di attacchi importanti. Naturale che nello sprint conclusivo siano mancate delle energie. Con due ori che l’hanno immolata per sempre tra le leggende imperiture dello sport tricolore, il quarto posto odierno non brucia comunque più di tanto.