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Riapre il cimitero profanato di Gambarana: «Ora una nuova benedizione»

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Gambarana. Ha riaperto ieri mattina il cimitero di Gambarana, profanato lo scorso 10 febbraio da una banda di vandali che avevano aperto dieci loculi alla ricerca di monili in oro sepolti accanto alle ossa dei defunti, spargendo poi i resti delle salme nella zona alla destra dell'ingresso del piccolo camposanto. A tempo di record le ossa disperse a terra sono state raccolte e composte in alcune urne di terracotta e depositate provvisoriamente in una cappella comunale libera.

Rimesso in sicurezza
I tecnici di Ats Pavia hanno quindi provveduto alla bonifica del porticato e dell'area attigua ai loculi dove erano state sparse le ossa estratte dai loro contenitori in argilla. Un'operazione che ha richiesto solo pochi giorni, anticipando a ieri mattina l'apertura del piccolo camposanto del paese, un’operazione che il sindaco Franco Cattaneo, attraverso una specifica ordinanza, aveva fissato per il 28 febbraio prossimo.

«Abbiamo tempestivamente operato salvando il decoro del nostro cimitero e salvaguardato l'area interessata da possibili problemi igienico-sanitari – spiega il sindaco di Gambarana –. Dopo la raccolta delle ossa in modo indistinto, essendo impossibile classificarle per ogni singolo defunto, abbiamo posato i contenitori nella cappella gentilizia disponibile. Quanto prima andremo a posarle definitivamente nel campo dell'ossario comune apponendo ai piedi dell'area i dieci nomi dei defunti i cui loculi sono stati profanati».

Ma l'operazione non è ancora ultimata del tutto: si attende anche un rito religioso. E lunedì mattina alle 8,30, nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Biagio di Gambarana, sarà il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni, assistito dal parroco don Luca Discacciati e dal suo coadiutore don Lorenzo Montini, a celebrare una “messa di riconciliazione” per poter riparare alla profanazione del camposanto e dei dieci defunti.

Il sindaco Cattaneo conferma: «Ho invitato alla messa i miei colleghi sindaci della zona e i carabinieri di stanza sul territorio che hanno collaborato per ricomporre la vicenda al fine di dare un segnale anche istituzionale alla cerimonia religiosa che dovrebbe concludere di fatto l'amara storia. Intanto stiamo per mettere a frutto il piano di videosorveglianza del paese. Abbiamo beneficiato da un bando regionale per oltre 50mila euro che ci permetterà di sorvegliare gli accessi al paese e alcune aree a rischio potenziale; tra queste anche il nostro cimitero preso di mira con un atto di grave viltà e di profanazione».