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E’ morto Tullio Facchera, l’anima del cinema a Pavia

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PAVIA. Per Pavia il suo nome è stato sinonimo di cinema per mezzo secolo. E negli ultimi vent’anni anche di solidarietà. Una persona concreta, un grande lavoratore con lo sguardo sempre avanti, innamorato della sua città. Si è spento ieri all'età di 79 anni Tullio Facchera. Era ricoverato al Policlinico San Matteo, da tempo combatteva contro la malattia. Accanto a lui la moglie Antonia Diaz e il figlio Fulvio Facchera. Una famiglia molto unita, che insieme aveva affrontato il dolore per la perdita della figlia Barbara Fanny, avvenuta nel 2002 quando la ragazza aveva solo vent'anni, dopo una lunga battaglia contro la leucemia.

Il ricordo

Tullio Facchera, come detto, è stato il volto del cinema a Pavia. Quarantaquattro anni trascorsi nel buio delle sale cinematografiche cittadine, gestore praticamente di tutte e proprietario del Corallo di via Bossolaro, quella tradizionalmente riservata alle grandi rassegne culturali. Fu nominato Cavaliere della Repubblica nel 2011. «Indimenticabili quelle rassegne degli anni ’70 curate insieme – ricorda Antonio Sacchi, all'epoca dirigente del settore cultura della Provincia - sono state stagioni incredibili per il cinema a Pavia. Se ne va un grande amico, con cui aldilà del cinema ho vissuto un legame profondo».

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Nel 1991 la decisione di aprire il Politeama, con il sogno di lasciare almeno un cinema ai pavesi. Un impegno proseguito fino al 2014 con enorme caparbietà, difendendosi contro la chiusura o la costruzione di case al suo posto; poi la pensione e la salvezza del cinema grazie all'intuizione di farlo confluire nella fondazione Fraschini.

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Dopo la morte della figlia Barbara Fanny il suo impegno – insieme alla moglie Antonia e al figlio Fulvio - è andato nella direzione della solidarietà, con la realizzazione del grande sogno di Barbara: una residenza per accogliere i parenti degli ammalati in cura a Pavia. Dal 2008 al 2022 ha accolto pazienti da ogni parte del mondo.

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Poi la pandemia e il lockdown, che hanno bloccato i viaggi della speranza, hanno causato difficoltà economiche a cui la famiglia non ha più potuto far fronte: sono caduti nel vuoto diversi appelli lanciati alle istituzioni e ai privati per continuare a far vivere una realtà preziosa per Pavia.

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«È stato uno straordinario professionista ma anche un grande amico per me – dice il parroco del Carmine don Daniele Baldi - l'avevo conosciuto durante gli anni della malattia di Barbara, ma la nostra amicizia si è intensificata quando sono arrivato al Carmine. Ha aiutato tantissimo il nostro oratorio regalandoci la sala teatro con tutti gli accessori. Insieme ad Antonia nel nostro oratorio hanno visto la possibilità di fare qualcosa di importante per i ragazzi. Gli sono stato accanto negli ultimi giorni della malattia, aveva desiderio di andare in cielo ad abbracciare la sua Barbara».

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«La nostra città deve essere grata a Tullio Facchera - ricorda l’ex sindaco e ora deputato di Forza Italia, Alessandro Cattaneo -. Ha fatto prima divertire tanti pavesi come appassionato imprenditore nella gestione dei cinema e ha poi aiutato con generosità migliaia di famiglie di ammalati in arrivo aPavia con la fondazione Fanny, nel nome di quella amata figlia che ora potrà riabbracciare». I funerali saranno celebrati sabato 21 febbraio alle 10 al Carmine proprio da don Baldi.

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