ATP Doha, Bolelli/Vavassori: “Il sogno è vincere uno Slam. O un ‘Mille’” [VIDEO ESCLUSIVA]
Alzato il trofeo a Rotterdam domenica scorsa, Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono volati al Qatar ExxonMobil Open, dove stanno tenendo aperta la striscia positiva. A Doha c’è il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta, che ha parlato con il duo azzurro dopo l’approdo in semifinale. Ecco cosa si sono detti.
Scanagatta: Siamo qui a Doha, in Qatar. Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono arrivati da Rotterdam dove hanno vinto il torneo. L’hanno vinto perché avevano voglia di prendersi una bella rivincita su quello che era successo in Australia, dove avevate perso contro quegli stessi avversari; questa volta gli avete dato una lezione. Oggi avete battuto Arévalo e Pavic, due giocatori che vi avevano battuto quattro volte di fila. Andrea, forse tu ti ricordi meglio, ma ora li avete battuti tre volte, giusto?
Andrea Vavassori: Sì, li conosciamo molto bene. Sono una coppia veramente ostica. Abbiamo perso le prime quattro sfide, tra l’altro partite abbastanza pesanti e importanti, però ci stiamo prendendo la nostra rivincita: le ultime tre le abbiamo vinte noi. Sono sempre state partite molto lottate.
Scanagatta: Una è finita 12-10 al tie-break, mi sembra ad Adelaide.
Andrea Vavassori: Sì, abbiamo vinto 10-8 ad Adelaide l’anno scorso e quest’anno 11-9, sempre ad Adelaide. Sono partite che si giocano su pochi punti, ma ci danno molta fiducia. Battere una coppia così ti fa capire che sei una coppia difficile da sconfiggere. Come ha detto Simone prima, stiamo cercando di far giocare il più possibile i nostri avversari. Ci sono partite complicate in cui si risponde poco, anche a causa delle condizioni, ma il nostro obiettivo è farli giocare tanto, magari non impattando solo ma facendo anche dei lob, giocando un pochino più “sporco”. Ci stiamo riuscendo bene.
Scanagatta: Simone, non so se sei d’accordo, ma pure essendo tu uno che risponde sempre, oggi ne hai fatti due o tre bellissimi incrociati. Mi sembra che abbiate imparato, rispetto a una volta, a difendervi meglio. Fate dei lob pazzeschi che vanno a finire sulla riga di fondo, poi prendete la rete e gli altri o sbagliano lo smash o comunque li mettete in difficoltà.
Simone Bolelli: La chiave è far giocare il più possibile l’avversario. Anche il lob paga nel doppio perché, soprattutto contro giocatori che fanno servizio e volée, se riusciamo a mandarli indietro poi parte lo scambio e da lì, secondo me, siamo più forti noi. Tutto sta nell’entrare nello scambio. Chiaramente quando servono bene è difficile, magari ti viene il lob corto e loro chiudono, però farli giocare continuamente è fondamentale. All’inizio, quando sono freschi, smashano e le cose vanno in un certo modo, ma quando la partita si fa interessante diventa più difficile anche per loro chiudere ogni palla. Sulla seconda di servizio stiamo cercando di farli giocare senza spingere troppo, per tenerla dentro e costringerli alla prima volée, cercando di essere più solidi. È qui che possiamo crescere tanto: sulla risposta. Se iniziamo a rispondere e a far giocare, diventiamo avversari poco simpatici.
Scanagatta: A me siete molto simpatici, soprattutto quando giocate i tie-break come oggi. Il primo lo avete vinto 7-2, nel secondo eravate 7-2 ma vi siete fatti riacchiappare fino al 9-6 e 9-7. Se non facevi l’ultimo punto sul tuo servizio, poi andavano a battere loro due volte. Cosa è successo lì?
Andrea Vavassori: Nel primo set eravamo sotto 5-4 e 40-15 per loro, ma siamo riusciti a girarla e siamo stati molto bravi. Siamo arrivati al tie-break e abbiamo giocato bene. Il doppio è anche una questione di energia e affiatamento: dopo aver girato il set abbiamo sfruttato il momento favorevole. Per quanto riguarda il tie-break del secondo set, loro hanno fatto tre ace e un servizio vincente, quindi merito a loro per averci messo in difficoltà. Sul 9-6 ho fatto una stecca lungo linea, siamo andati 9-7 e alla fine sei di nuovo nel pieno della lotta. Sono stato bravo a mettere una buona prima palla e Simone ha chiuso con la volée di rovescio.
Scanagatta: Ho notato che nel doppio succede che una coppia prenda il sopravvento e vinca tre partite di fila, come è successo a voi contro Arévalo o contro Heliövaara e Patten. Poi improvvisamente cambia qualcosa. Speriamo che succeda anche domani contro Arévalo e Pavic.
Andrea Vavassori: Nel doppio si decide tutto in pochi punti. Ad Adelaide abbiamo vinto 11-9 annullando un match point pazzesco su un punto strano. Bisogna essere bravi in quei pochi momenti della partita.
Scanagatta: Se qualcuno vi chiedesse chi è il giocatore che vi dà più fastidio tra tutti i doppisti, chi indichereste? A me Patten sembra diabolico.
Simone Bolelli: Patten è molto forte. Essendo mancino risponde bene, a rete vede molto bene il gioco e cambia sempre al momento giusto. È completo.
Andrea Vavassori: Forse è il più completo di tutti. Però Koolhof e Glasspool sono quelli che hanno vinto di più nell’ultimo periodo, specialmente l’anno scorso. Sapevamo che erano una coppia forte; a Rotterdam l’anno scorso avevamo vinto 7-6 7-6 in semifinale e avevo detto a Simone che sarebbero arrivati al Master, infatti hanno chiuso l’anno come numero uno. Tra le due coppie, Patten e Heliövaara sono quelli che ci danno un pochino più fastidio rispetto a Koolhof e Glasspool. Il fatto di avere un mancino è sempre fastidioso.
Scanagatta: Gli inglesi stanno lavorando bene, hanno cinque giocatori nei primi dieci. L’obiettivo è “non c’è due senza tre”? Avete raggiunto le finali ATP due volte, puntate alla terza? È questo l’obiettivo dell’anno o ce n’è un altro, tipo Wimbledon?
Simone Bolelli: Andiamo a ogni torneo con l’idea di far bene e di vincere. Siamo qui e vogliamo vincere domani e vincere il torneo. Sappiamo che ogni settimana abbiamo l’opportunità di fare bene e siamo consapevoli del livello che abbiamo raggiunto. Possiamo far bene in ogni momento.
Scanagatta: Ma un sogno ci sarà, dai! Roma?
Andrea Vavassori: Ne parlavo ieri con Simone. Il problema è che quando ti poni obiettivi troppo grandi ti metti tanta pressione addosso. Secondo me pensare al presente, momento dopo momento e partita dopo partita, è la cosa migliore. Ci stiamo concentrando sul migliorare come coppia, poi i risultati arrivano da soli.
Simone Bolelli: Però dai, si sogna. Sicuramente vincere uno Slam o un Master 1000, che non siamo ancora riusciti a vincere. Lo Slam è il sogno più grande, dopo tre finali l’ultima ci è rimasta un po’ qui sul groppone.
