Cantina Terre d’Oltrepo verso l’isolvenza: «Crisi irreversibile»
Broni. «La cooperativa Terre d’Oltrepo, già in liquidazione coatta amministrativa, sia messa in stato di insolvenza». Si conclude così la richiesta che il commissario liquidatore della cantina oltrepadana, Luigi Zingone, ha inoltrato tramite i suoi avvocati alla sezione fallimentare del Tribunale di Pavia.
La procedura
Nella relazione si ribadiscono le ragioni che hanno portato alla decisione del ministero delle Imprese e del Made in Italy di porre la cooperativa in liquidazione coatta amministrativa, a partire dalla situazione di «grave illiquidità» e di «crisi finanziaria irreversibile».
Inoltre, la procedura commissariale riporta il parere di un esperto indipendente della Camera di commercio che ha spiegato come la situazione si fosse aggravata già a gennaio 2025, «per effetto del blocco degli affidamenti bancari a breve termine, conseguente ad un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e al conseguente pignoramento verso terzi» si legge nella relazione.
Il riferimento è alla vicenda giudiziaria tra la vecchia dirigenza e Mack & Schühle Italia per un accordo non rispettato su una grossa fornitura di vino. Anche se il pignoramento era stato poi revocato, però, secondo l’esperto, «le banche hanno ritenuto più prudente sospendere gli affidamenti, impedendo alle società del perimetro di usufruire della liquidità necessaria per adempiere verso fornitori e soci conferitori», spiega ancora la relazione dei legali.
La delicata situazione finanziaria aveva portato il ministero ad avviare la procedura di liquidazione coatta amministrativa. E ora le stesse motivazioni sono riportate nella richiesta di stato di insolvenza avanzata al tribunale fallimentare. Il codice di crisi d’impresa, infatti, indica come “insolvenza” «lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti che dimostrino che non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, per il venire meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie allo svolgimento delle attività».
La messa in stato di insolvenza ora dovrà essere decisa dal giudice, dopo un’audizione del rappresentante pro tempore della cooperativa e acquisito il parere del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per la Regione, che sta seguendo in prima persona la vicenda legata a Terre d’Oltrepo, si tratta di «un atto dovuto che rientra nella normale procedura di liquidazione coatta amministrativa», mentre prosegue l’impegno per il rilancio dell’azienda, con le trattative in corso, a partire da quella con il gruppo Collis Veneto Wines. La richiesta del commissario liquidatore, però, sembra mettere la parola fine anche sulle proposte, arrivate anche da alcune forze politiche, di evitare la liquidazione tramite una ricapitalizzazione della cooperativa.
A questo punto c’è attesa di capire anche la sorte della Spa, di cui la cooperativa è proprietaria al 100% e alla quale erano stati passati tutti gli asset. L’unica buona notizia è per i soci che hanno conferito le uve dell’ultima vendemmia alla Spa, a cui è stato confermato il pagamento del secondo acconto.
