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Pampanin ha riaperto. Dal 1922 il gelato artigianale a Pavia

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PAVIA. Pampanin ha riaperto a Pavia. Dal 1922, per ben quattro generazioni, è stato sinonimo di gelato artigianale, con due locali in città: in piazza della Vittoria e in Strada Nuova. Chi negli anni Ottanta e Novanta non ha assaggiato gli spaghetti all’amarena, il paciugo nella coppetta di metallo o la banana split, seduto a un tavolino all’ombra del Broletto? Nel 2017 la gelateria storica a due passi dal Ponte Coperto ha abbassato la serranda. Troppo stanchi Marco e Rina per continuare. Poco dopo ha seguito la stessa sorte anche il locale in piazza.

Ora Pampanin - con la sua ricetta del gusto vaniglia preparato rigorosamente con le bacche – risorge grazie all’ultima generazione di artigiani del gelato: Renato Baldini, pronipote del fondatore Marco, e il socio Davide Maffeo. «Abbiamo aperto due giorni fa in via Tasso 45, subentrando nei locali della gelateria Dolomiti, di cui salutiamo con affetto gli ex gestori – racconta Renato Baldini, in casacca bianca dietro al bancone –. Il nostro obbiettivo, come fu per loro, è la qualità. Così come il rispetto della tradizione: usiamo ancora il mantecatore verticale di una volta, per miscelare il gelato nella sua produzione finale e versarlo poi nella sorbettiera. E’ certamente più faticoso ma ci mantiene ancorati alle radici». I Pampanin sono una famiglia di gelatai, come molte altre che nei primi anni del Novecento emigrarono da Zoppè di Cadore, il comune più alto ma meno popolato del Bellunese (ancora oggi conta 175 abitanti). Alcuni artigiani scelsero la Germania, altri rimasero in Italia. I Pampanin vennero Pavia.

Marco e Maria Pampanin si sono sposati nel 1900 e nel Ventidue hanno avviato una prima attività in Strada Nuova. «Una stanzetta, due tavolini e solo quattro gusti di gelato – spiega Renato Baldiniripescando i ricordi di famiglia – Non una gelateria come la intendiamo oggi: era soprattutto una latteria, denominazione che mantenne fino al 1937. Oltre al latte si vendevano burro e molta panna montana. E di supporto c’era la vendita ambulante con un carrettino che portava in giro per la città gelato, paste e frutta secca e mandorle. Sette figli, due nipoti. Da nonno Antonio le redini sono passate ai figli, Antonio e Nello.

Nel 1986 l’azienda è stata divisa in due rami. «Io ho iniziato nel 1994 a diciassette anni – racconta Renato Baldini –. Con zio Nello mia mamma Rachele nel negozio in piazza. Per dieci anni mi sono trasferito in Germania a fare il gelato con le nostre ricette . Quando sono rientrato in Italia ho lavorato dal 2005 al 2011 in un laboratorio a Milano. E ora ripartiamo da Pavia, con il mio socio. Comincia una nuova avventura che è anche un ritorno a casa». —