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Cosa ci hanno raccontato le prime apparizioni di Malen con la maglia della Roma

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L’impatto di un acquisto di gennaio si misura in fretta, spesso troppo in fretta. Ma nel caso di Donyell Malen, le prime apparizioni con la Roma hanno già raccontato qualcosa di concreto: non solo l’idea tecnica dietro l’operazione, ma anche una possibile traiettoria per la seconda parte di stagione . Il club lo ha preso in prestito dall’Aston Villa con diritto di riscatto, puntando su un attaccante nel pieno dell’età e con un bagaglio europeo importante.

Un acquisto estremamente funzionale

La Roma di Gian Piero Gasperini, per principi, vive di ritmo, aggressività, riconquista alta e attacchi verticali. La struttura base più ricorrente è stata un 3-4-2-1, con ampiezza garantita dagli esterni e densità tra le linee data dai due trequartisti. In un contesto simile, Malen non è semplicemente “un uomo in più” davanti: è un profilo che può rendere più credibile l’idea di calcio dell’allenatore, perché porta una dote che non si improvvisa: lo strappo in profondità, attaccando il lato debole e la linea alle spalle dei centrali.

La fotografia della stagione romanista fin qui è eloquente: una squadra stabilmente ai vertici della classifica con numeri difensivi solidi, ma con una produzione offensiva non sempre all’altezza delle ambizioni. Tradotto: margine di crescita soprattutto negli ultimi 30 metri, dove servono soluzioni diverse oltre al talento dei singoli.

L’esordio col botto a Torino

La prima vera “presentazione” è arrivata subito, in campionato: Malen titolare a Torino e gol all’esordio, dentro una vittoria pesante anche per classifica e fiducia. La rete non è stata solo un episodio, ma ha mostrato due aspetti chiave per capire come può essere impiegato.

Attacco dello spazio : Malen è partito sul tempo, andando a ricevere in corsa e finalizzando con freddezza. In un calcio come quello di Gasperini, dove l’uscita palla serve spesso a liberare un taglio e non a palleggiare per estetica, questo tipo di minaccia costante è fondamentale.

Connessione con i creativi : l’azione nasce dall’asse con Dybala, che lo manda dentro. Qui emerge un potenziale importante: se la Roma riesce a far convivere una sorgente di gioco con un finalizzatore mobile che attacca la profondità, diventa più difficile da leggere e più efficace quando recupera palla.

In sintesi, già alla prima in Serie A Malen ha dato una risposta concreta: può alzare la qualità delle transizioni e la pericolosità dei movimenti senza palla, due aspetti che nelle squadre di Gasperini fanno spesso la differenza tra una buona prestazione e una partita realmente indirizzata.

Un valore aggiunto (sia tecnico che tattico)

Sul piano tecnico, Malen può essere determinante in tre aree specifiche:

Finalizzazione in corsa : non è un centravanti statico da spalle alla porta; rende di più quando può attaccare campo e difesa in movimento. Questo completa un reparto che, nelle gare più bloccate, rischia di diventare troppo prevedibile.

Attacchi sul secondo palo : con esterni che spingono e cross tesi, un attaccante che arriva forte sul lato cieco dei difensori aumenta il numero di gol “sporchi”, spesso decisivi.

Pressione e riaggressione : nelle squadre di Gasperini l’attaccante è anche il primo difensore. Malen, per gamba e intensità, può sostenere questo lavoro, soprattutto quando la Roma vuole tenere gli avversari lontani dalla propria area.

Dal punto di vista tattico, Malen amplia le soluzioni senza costringere la Roma a cambiare pelle:

Punta nel 3-4-2-1 : la collocazione più immediata, ideale per attaccare la profondità sfruttando la rifinitura dei due sottopunta.

Seconda punta o trequartista di gamba : nelle partite che richiedono un mix tra palleggio e strappi, può partire più largo o più basso e poi convergere.

Soluzioni più offensive a gara in corso : quando serve alzare il baricentro, la Roma può aumentare il peso offensivo senza stravolgere principi e marcature.

Questo aspetto diventa centrale anche in relazione alle competizioni europee. La Roma ha dimostrato di saper soffrire e gestire partite tese, ma per alzare ulteriormente l’asticella avrà bisogno di maggiore incisività negli ultimi metri.

Potenzialmente determinante per la seconda parte di stagione

Da gennaio in poi, le stagioni si decidono sui dettagli ripetuti: un gol che sblocca una trasferta, un movimento che apre una partita chiusa, una pressione che costringe all’errore. 

Malen può diventare determinante per la Roma soprattutto in due scenari ricorrenti: quando serve verticalità immediata contro squadre aggressive e quando occorre una minaccia costante alle spalle di difese basse e compatte. Il gol all’esordio non è una garanzia assoluta, ma è un segnale chiaro: l’inserimento è stato rapido, l’impatto immediato e la compatibilità con l’idea di Gasperini già evidente.

Se la Roma vuole trasformare un’ottima prima metà di stagione in una seconda parte davvero incisiva, in campionato e in Europa, dovrà aumentare l’efficienza offensiva senza perdere equilibrio, anche perché secondo le valutazioni sulle scommesse delle partite di calcio , i giallorossi sono persino tra le favorite per la vittoria dell’Europa League. Malen sembra il profilo giusto per un salto di qualità: meno estetica, più sostanza. Ed è spesso questa la differenza tra una buona stagione e una stagione che lascia il segno.