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La banda del tombino colpisce anche a Caluso

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Caluso

Quarto colpo della “banda del tombino” che ha lasciato Chivasso spostandosi a Caluso: 15 chilometri giusti per prendere di mira ancora un bar. Nella notte tra sabato e domenica, quando mancava poco all’alba, i malviventi hanno spaccato la vetrina del bar Le Cafè, che si trova nel controviale di corso Torino a Caluso, accanto ad altri esercizi commerciali, con una facile via di fuga lungo la statale 26 della Valle d’Aosta.

Invece di un chiusino questa volta però si sono serviti di un mattone preso dai cordoli del marciapiede: pochi istanti per mandare in frantumi la vetrata antisfondamento, entrare nel locale e portarsi via i pochi spiccioli del fondo cassa. A dare l’allarme i proprietari del locale avvisati da alcuni condomini del palazzo, situato nello stesso complesso.

Sul posto arrivavano anche i carabinieri della compagnia di Chivasso per i primi accertamenti e per raccogliere poi la denuncia dei titolari del bar. «Deve trattarsi davvero di disperati – suppone la titolare de Le Cafè, Federica Probo – se si accaniscono contro un bar che di certo non può avere grandi incassi. Un fatto che mi sconcerta».

A Chivasso “la banda del tombino” aveva cominciato la serie dei furti prendendo di mira La focacceria Genovese, per poi passare al bar L’angolo e a un centro estetico. Attività che si trovano nella centrale via Torino.

Un bottino che messo insieme non raggiunge i mille euro. E che di conseguenza fa pensare all’azione di balordi che però agiscono pianificando i colpi con cura.

Le Cafè era salito agli onori della cronaca nel 2022 per un’iniziativa solidale, che periodicamente viene riproposta: ogni sera, alle 19.30, quando abbassano la saracinesca del locale, dopo una giornata di lavoro cominciata presto, i titolari lasciano appesa alla porta una busta contenente le brioches, sfornate al mattino per le colazioni, i tramezzini, le focacce ed i panini preparati per il pranzo, che restano invenduti.

«Oltre a dare un piccolo contributo a chi sta attraversando un momento di difficoltà raccontava la titolare – si tratta di un’iniziativa per evitare lo spreco alimentare. È un vero peccato buttare via prodotti buoni, freschi e di qualità. E poi mi rendo conto dei costi che una famiglia deve sostenere tra bollette, affitti, o mutui e spesa per mangiare».