Trasloco dialisi Ivrea, Riboldi ad Avetta «Attendiamo l’assegnazione dei fondi»
Ivrea
«In corso d’istruttoria». Non si riesce ad andare oltre a questa definizione per i finanziamenti dei lavori di adeguamento normativo e funzionalizzazione del Blocco D, dove attualmente è ospitato il reparto dialisi di Ivrea. Questo significa che le date di trasferimento di 43 dei 47 pazienti emodializzati in cura a Ivrea, del 2 del 9 marzo all’ospedale di Castellamonte, non coincideranno con l’inizio dei lavori, anzi. Non coincideranno nemmeno con l’inizio della progettazione dei lavori. Il perché lo spiega l’assessore alla Sanità Federico Riboldi al consigliere Alberto Avetta del Pd, che ha presentato interrogazione. «La richiesta di finanziamenti è stata presentata a settembre 2024 - precisa Riboldi -, sono in corso d’istruttoria perché rientrano nei Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) che vanno assegnati nel 2026. Saremo comunque solerti nel valutare l’iter di assegnazione dei fondi». Riboldi inoltre ricorda: «Come il consigliere sa, l’ospedale di Ivrea sta vivendo progetto di cambiamento straordinario che terminerà con la costruzione del nuovo ospedale per cui stiamo seguendo il crono programma».
«Solerzia a parte, la risposta è chiara: non c’è nessuna tempistica», spiega Avetta a margine della discussione a Palazzo Lascaris. «L’assessore Riboldi ha ricordato che nel settembre del 2024 sono state presentate due istanze di finanziamento da 3,6 milioni, attualmente “in corso di istruttoria”. Le risorse (Fondo Sviluppo Coesione) saranno assegnate nel 2026, quindi non ci sono date certe per l’inizio del cantiere. Pertanto, i 47 pazienti dializzati dovranno recarsi a Castellamonte non si sa per quanto tempo, e lo stesso vale per il personale medico ed infermieristico assegnato a Castellamonte in attesa del completamento dei lavori di adeguamento. La dialisi è un trattamento delicato, che dura circa 4 ore, ed è evidente il grave disagio per i pazienti (e per i loro familiari e accompagnatori) che devono recarsi mediamente tre volte a settimana a Castellamonte. I pazienti dializzati e le loro famiglie hanno diritto a qualche certezza in più sui tempi di riapertura del reparto di Ivrea. Manterremo alta l’attenzione».
A raccontare alla Sentinella che il trasloco era stato risposto senza un crono programma per i lavori è stato uno dei 47 pazienti emodializzati seguiti dall’ospedale di Ivrea: Stefano Aimone. «Ci hanno detto che dobbiamo traslocare a Castellamonte - spiega Aimone -, ma non si sa quando inizieranno i lavori e non avremo una rianimazione, ma solo un’ambulanza. La dialisi è un percorso impegnativo, io personalmente faccio 4 ore per tre giorni a settimana». Si tratta di lavori ormai indispensabili e a lungo rimandati. I pazienti hanno sempre chiesto di trovare una soluzione interna in ospedale a Ivrea, che è stata ritenuta necessaria soltanto per i 4 casi più gravi.
L’impressione è che il reparto dialisi non sia ritenuto più utilizzabile, ormai, per questioni normative. Il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind ha sottolineato a più riprese la sua profonda inadeguatezza. Si pensi solo ai frequenti problemi agli ascensori necessari per raggiungere la zona. «Come sindacato - spiega il segretario del Nursind Giuseppe Summa - sono anni che seguiamo la questione dei lavori della Dialisi di Ivrea, che riteniamo non più rinviabili, sia per i cittadini che per gli operatori sanitari. Le attuali condizioni strutturali e le criticità infatti, non permettono di aspettare ulteriormente. Chiediamo, tuttavia, che i lavori partano il giorno successivo al trasferimento dei pazienti a Castellamonte, per evitare che i tempi si allunghino ulteriormente».
