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Mangiare a scuola costerà di più, rincari fino a 70 centesimi a pasto a Pavia

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PAVIA. Dal prossimo anno scolastico rincarano le tariffe delle mense scolastiche: gli aumenti variano dai 10 fino ai 70 centesimi a pasto (rispetto alle attuali tariffe massime per i residenti) ma sono stati introdotti nuovi scaglioni Isee per rendere più progressivo il contributo. La novità scatterà a settembre del 2026, e i nuovi prezzi variano da un minimo di 60 centesimi fino a un massimo di 6.20 euro in caso di Isee elevato: «Un aumento purtroppo si è reso necessario a causa dei rincari delle forniture» spiega Alessandra Fuccillo, assessora all’Istruzione del Comune di Pavia. «Abbiamo lavorato per rendere gli incrementi più equi possibile prevedendo nuovi scaglioni di contributo in base all’Isee, cercando di tutelare l’utenza con i redditi più bassi».


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Cosa cambia e come

Gli aumenti sono stati decisi dalla giunta comunale, tramite la stessa delibera che ha introdotto il discusso aumento delle tariffe di sosta sulle strisce blu gestite da Asm.

Per la mensa, la novità più rilevante riguarda l’introduzione di due nuovi scaglioni di contributo, poiché finora tutte le famiglie residenti con Isee superiore a 22.500 euro (l’indicatore di situazione economica equivalente, usato per l’accesso a molte agevolazioni) pagavano il contributo massimo, cioè 5,50 euro. Il Comune ha introdotto aumenti su tutte le fasce di reddito cercando di tutelare quelle più basse, con un più articolato meccanismo di progressione per differenziare il contributo richiesto alle famiglie: per questo motivo sono state introdotte le nuove fasce Isee e rivisto quelle già oggi esistenti. Dal prossimo anno scolastico, chi ha un Isee sotto i 5mila euro il pasto per il proprio figlio costerà 60 centesimi (prima era 50), mentre chi sta sotto i 9.500 euro pagherà 2 euro (20 cent in più di prima). Chi ha un indicatore tra i 9.501e i 13mila euro pagherà 3 euro per il pasto (prima erano 2,50) mentre le famiglie con Isee sotto i 17mila pagherà 4.80 (+30 cent), quelle con indicatore sotto i 21 mila pagherà 5,30 (la tariffa precedente era di 5 euro con il vecchio scaglione). Oltre questa cifra, il Comune ha previsto due ulteriori scaglioni per differenziare il contributo dei nuclei con Isee superiori a 22.500 euro, che finora pagavano tutte la tariffa massima per i residenti di 5,50 euro, indipendentemente dalla situazione economica. Ora sono state previste tariffe diversificate: chi ha un reddito tra i 21mila e i 40mila euro pagherà 5,80 euro (30 cent in più rispetto al massimale attuale) mentre chi sfora il tetto dei 40mila pagherà 6,20 a pasto (rispetto alla vecchia tariffa massima da 5,50, l’aumento è di 70 cent). «Non era giusto far pagare la stessa tariffa a tutte le famiglie con Isee superiore a 20mila euro – aggiunge Fuccillo – abbiamo cercato di rendere più proporzionali gli aumenti che pure non abbiamo potuto evitare». Gli studenti non residenti continueranno a pagare l’importo massimo, a sua volta ritoccato al rialzo: il nuovo contributo è di 6,50 euro a pasto, rispetto ai precedenti 6. Un aumento, si legge nella delibera, che si è reso necessario per via dell’«aumento nei costi di produzione dei pasti che richiede anche un intervento sulla compartecipazione degli utenti. In aggiunta si è ritenuto più rispondente al principio di progressività prevedere due ulteriori fasce massime con una tariffa che consenta almeno la copertura dell'intero costo del pasto a carico dell'ente».

Cambio di fornitore

L’adeguamento delle tariffe anticipa la gara d’appalto per affidare il servizio mensa a un nuovo gestore (dovrebbe essere bandita e in primavera) perché il contratto con l’attuale ditta è vicino alla scadenza.