Direttore tecnico picchiato in tribuna da uno spettatore
PAVA. Occhio sinistro tumefatto, occhiali frantumati e tanta paura. Il direttore tecnico della Folgore Caratese, Daniele Paparusso, ancora scosso, ricostruisce l’aggressione subita in occasione della gara casalinga di serie D, disputata domenica in casa con il Pavia, e vinta 2-0 dai brianzoli.
UN’AGGRESSIONE IMPROVVISA
«Stava finendo il primo tempo - spiega il dirigente della Folgore Caratese- e mi stavo recando verso gli spogliatoi per confrontarmi con lo staff tecnico, come faccio abitualmente. Mentre stavo passando sotto la tribuna laterale, in cui si sistemano gli ospiti, abbiamo segnato il 2-0 e istintivamente ho esultato, senza mancare di rispetto a nessuno. In quel momento, sento un po’ di trambusto alle mie spalle, e all’improvviso una persona mi colpisce con un pugno. Mi ha rotto gli occhiali e mi ha procurato una ferita all’occhio sinistro, poi per fortuna sono intervenuti i carabinieri a riportare la calma. Da questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho un forte mal di testa, e dolore al ginocchio, in cui mi sono operato due mesi fa. Ho fatto denuncia contro ignoti per aggressione e lesioni personali».
In base alle prime indagini, suffragate da un video, l’aggressore sembrerebbe essere il papà di un giocatore attualmente tesserato per il Pavia, con trascorsi nella Caratese. «Così mi hanno detto – aggiunge Paparusso –, ma io non l’ho riconosciuto. Anche perché, qualora fosse davvero il papà di un nostro ex giocatore, con questa persona non ho mai avuto a che fare, al di là di qualche telefonata. Sono allibito di come possano avvenire questi gesti violenti, che non hanno nulla a che vedere con lo sport e mi dispiace anche per il Pavia, una società che rispetto. Non merita di essere accostata a persone di questo tipo».
Interpellato sulla questione, il Pavia Calcio prende una posizione chiara, con le parole del direttore generale Antonio Dieni: «Il Pavia Calcio condanna e prende le distanze da qualsiasi episodio di violenza – dichiara Dieni –. Non ci interessa nemmeno sapere le presunte motivazioni di questa aggressione».
Se l’aggressore fosse il papà di un vostro tesserato? «Sarebbe sbagliato far pagare le responsabilità di altri a un ragazzo, quindi da parte nostra non ci saranno provvedimenti – prosegue il direttore generale della società di via Alzaia –. Si tratta di un’aggressione personale, quindi sarà la giustizia ordinaria a far luce sull’accaduto». —
