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Avs, dalla festa al Leoncavallo al plauso ai No-Tav all’assurda teoria su Askatasuna: le “affinità” col mondo antagonista

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Molte polemiche si sono concentrate sulla presenza in corteo di esponenti del M5s e, soprattutto, di Avs:  in particolare del vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, non nuovo a manifestazioni di questo tipo. Hanno fatto scalpore le sue parole a Repubblica all’indomani degli scontri e del selvaggio pestaggio dell’agente. Ha condannato la violenza. Anche con disgusto. Ma con tanti ma, troppi “però”. Non solo lui, tutta Alleanza Verdi e Sinistra, Bonelli e Fratoianni in primis. Tanti di quei “ma” se che alla fine se uno legge le sue dichiarazioni non può che pensare una sola cosa: la colpa è del governo Meloni. Come sempre.

Grimaldi, Avs e quelle relazioni col mondo antagonista

“Quelle immagini non ci sarebbero mai state senza lo sgombero di Askatasuna”, ha detto dice Grimaldi nell’intervista. Cose ripetute anche in vari talk show. “Lo dico chiaramente a chi ha commesso quel reato: così si fa il gioco di chi vuole i decreti sicurezza e di chi descrive Torino come il centro dell’eversione italiana. Mentre invece sta diventando un laboratorio di repressione come sanno bene i No Tav e come abbiamo visto con il caso Shahin”. Siamo al ribaltamento dei fatti, all’inversione delle responsabilità, il tentativo estremo di deresponsabilizzare chi si è macchiato di quei reati.

La festa di Avs al Leoncavallo

Del resto l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis in questi giorni sui social scriveva così: “Rispondere agli attacchi repressivi del Governo rilanciando sull’allargamento delle lotte sociali è la strada giusta da percorrere insieme – a Torino e in tutta Italia”. Quarantacinque anni, torinese doc, lunga carriera politica alle spalle, Marco Grimaldi. Dice che ha provato “disgusto”, ma anche che “Torino sta diventando un laboratorio di repressione come sanno bene i No Tav”. Il tutto naturalmente prendo a schiaffi la legalità. Un’abitudine. Era appena l’agosto scorso quando Avs organizzò in pompa magna la sua festa nel centro sociale del Leoncavallo a Milano. La vicinanza del partito di sinistra-sinistra al mondo antagonista non è un’interpretazione.

La “rivendicazione” di Grimaldi: presidio culturale e sociale

Fu proprio Grimaldi, che è vicecapogruppo di Avs alla Camera, a rivendicare la scelta. “Credo che un luogo come il Leoncavallo valga più di mille speculazioni: è un presidio culturale e sociale da 50 anni, un patrimonio di tutta la comunità la cui perdita significherebbe un impoverimento per la città. Altro che abusivismo e illegalità, come vorrebbe la destra che chiede lo sgombero in tempi record e chiude a ogni possibile collocazione alternativa. Alla propaganda delle destre rispondiamo con la nostra festa nazionale”. A nulla valse ricordare alla sinistra di Avs che i Leoncavallini dal 1975 si sono resi protagonisti spesso di violenze di abusivismo e di una serie di attività illegali: tra cui spaccio e consumo di droga. Che l’occupazione di stabili sia in aperta violazione del Codice Penate è considerazione che in Avs non ha importanza. L’ipocrisia permanente della sinistra sulla sicurezza.

Il plauso ai No-Tav

Riprendiamo ancora un post di Ilaria Salis del luglio scorso in cui plaudiva al mondo No Tav che – era il luglio scorso- aveva  assaltato i cantieri della Torino Lione, lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine. “Grazie Val di Susa, ora e sempre #NoTav!”, scrisse su Fb. Anche qui silenzi e ambiguità di Avs. E torniamo a Grimaldi che proclamava la sua gioia “immensa per la liberazione dell’imam Mohamed Shahin. Noi più forti dell’arroganza repressiva del governo Meloni”. Ricordiamo che l’imam era stato destinatario di un provvedimento di espulsione per le sue frasi inneggianti al terrorismo e al 7 ottobre. Ricordiamo che Marco Grimaldi di Avs che sulla vicenda aveva depositato due interrogazioni e una richiesta di informativa in aula a Piantedosi. Insomma, una politica sempre accanto agli antagonisti, prendendo distanze a metà e naturalmente all’insegna di “è stata Meloni”… Un’ambiguità smascherata dal senatore Esposito, ex Pd in uno scontro a L’aria che tira. 

Balboni: “Chi giustifica è complice”

Alberto Balboni, dopo le comunicazioni del ministro dell’Interno, Piantedosi sugli scontri di Torino lo ha rimarcato in modo chiaro: “Non c’è divisione tra maggioranza e opposizione; ma tra difesa delle istituzioni e zona grigia.  Chi sabato è andato in piazza sapeva di partecipare a una manifestazione che contestava il principio di legalità; era lì per protestare contro il legittimo sgombero di un immobile in cui da anni si perpetravano attività criminali di ogni genere. Chi giustifica è complice”

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