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Skeleton, Katie Uhlaender non prenderà parte alla sua sesta Olimpiade. Respinto il ricorso

Il sogno di Katie Uhlaender di partecipare alla sua sesta Olimpiade è definitivamente svanito. La statunitense, infatti, non prenderà parte ufficialmente ai Giochi di Milano Cortina 2026 nello skeleton. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha infatti stabilito che la Divisione ad hoc istituita per i Giochi Invernali non ha giurisdizione per esaminare il ricorso presentato dall’atleta americana in merito alla sua mancata qualificazione.

Il fatto risale ad una gara di qualificazione olimpica del circuito nord americano che si era disputata lo scorso 11 Gennaio a Lake Placid e che era stata vinta proprio dalla stessa Uhlaender . La decisione, però della squadra canadese di ritirare ben quattro atlete, ha portato la competizione ad avere solo ventuno partenti e quindi a diminuire il coefficiente di qualificazione per la gara stessa. Dunque meno punti per Uhlaender, che così non ha potuto qualificarsi per Milano Cortina 2026. 

La statunitense aveva richiesto l’assegnazione integrale dei punti, sostenendo che il ritiro delle quattro canadesi fosse stato tardivo e che così il sistema del punteggio per la qualificazione olimpica non poteva essere cambiato. Il caso era già stato esaminato dalla stessa Federazione Internazionale, il cui tribunale d’appello, il 23 gennaio, aveva concluso di non avere l’autorità per modificare i risultati ufficiali.

L’unità per l’integrità della federazione non aveva riscontrato violazioni regolamentari. Uhlaender e la federazione americana hanno fatto così ricorso al CAS, con il richiamo a una possibile violazione del Codice del Movimento Olimpico sulla manipolazione delle competizioni. Il collegio arbitrale ha però respinto l’istanza per una semplice questione di calendarizzazione delle gare.

Infatti il Collego Arbitrale di Milano Cortina 2026 può intervenire solo su controversie sorte nei dieci giorni precedenti alla cerimonia di apertura, che è fissata per il 6 febbraio, oppure durante i Giochi stessi. Visto che tutta la vicenda si è conclusa il 23 gennaio con la decisione definitiva della federazione internazionale, il ricorso è stato respinto.