Carnevale Ivrea, ecco le Vivandiere, tutte all’esordio, tra loro una consigliera comunale
IVREA. Quattro Vivandiere di prima nomina: il contingente femminile dello Stato maggiore è completamente rinnovato, composto da quattro donne che nutrono la stessa passione e portano con loro esperienze diverse e variegate.
Domenica primo febbraio sfileranno per la prima volta in uniforme al fianco del Generale Mario Gusta e attendono con trepidazione questo momento. Negli ultimi anni il loro ruolo è particolarmente ambito, basti pensare che per la campagna 2026 hanno risposto in undici al bando di arruolamento emesso dal Circolo ufficiali dello Stato maggiore, un record.
C’È POSTO PER QUATTRO
Il numero di arruolamenti è fisso a quattro, per cui sette aspiranti hanno dovuto rinunciare al sogno, oppure a riporlo in un cassetto per risfoderarlo il prossimo anno, come ha fatto una delle Vivandiere in carica. Annalisa Bolzanello di Pavone, 35 anni, addetta al Generale, è il volto più noto del quartetto: dal 2023 è consigliera comunale a Ivrea, nelle fila del Pd ed è la prima amministratrice pubblica a indossare la divisa da Vivandiera nella storia del Carnevale. La passione della sua famiglia per la manifestazione ha radici profonde: «Mio nonno Antonio Lago suonava la timbala nel gruppo dei Pifferi e tamburi e mia mamma Graziella per alcuni anni ha aperto la loro sfilata come mascotte. Poi, per varie ragioni, la mia famiglia si è un po’ staccata dal Carnevale attivo, pur seguendolo sempre con passione, fino a che io non ho indossato la casacca dei Tuchini e, ora, questa uniforme, realizzando davvero un sogno». Il fatto di essere consigliera ha suscitato qualche polemica al momento della nomina a Vivandiera: «Io non sono assolutamente raccomandata come qualcuno ha insinuato – puntualizza Annalisa - : tutto è nato nel 2023 quando ho fatto la priora a San Savino e lì ho conosciuto Vito Mastrofrancesco, attuale Aiutante di campo. I suoi racconti mi hanno fatto innamorare di questo aspetto del Carnevale e così ho provato a farmi avanti. Sono stata scelta e sono andata avanti, non ho permesso che qualche polemica di bassa lega riuscisse a scalfire il mio sogno e oggi sono davvero fiera di far parte di questo gruppo, un quartetto piccolo ma affiatato». Nel Carnevale Annalisa porta l’entusiasmo che la caratterizza nella vita politica come nel lavoro (è ostetrica al Maria Vittoria di Torino): «Sono convinta che ognuno debba riempire la propria vita di tutto ciò che gli piace, debba vivere appieno le passioni. Io sono così e ora mi appresto a vivere al meglio l’esperienza di un Carnevale che sarà sicuramente unico».
LA PICCOLA DEL GRUPPO
La più giovane del quartetto è Ilaria Leggero (addetta alla Mugnaia). Eporediese, 25 anni, si è da poco laureata in lingue e, in attesa di lanciarsi nel mondo del lavoro, ha pensato bene di iscrivere la quarta generazione della sua famiglia nel libro del Carnevale. Ufficiale il bisnonno Giovanni, storico Aiutante di campo il nonno Lucio (un quarto di secolo indossando le braje bianche, segnò un epoca, con Fausto Cavallo, Riccardo Diane, Renè Enriello e Paolo Billia), Ufficiale il papà Adriano, Ufficiale, Aiutante di campo e Generale lo zio Maurizio, Vivandiera la mamma Silvia Francisca. Lei è stata Abbà nel 2009 (assieme al cugino Andrea Diane) e poi arancera dei Tuchini. «Finalmente questa nomina mi dà l’opportunità di vivere in prima persona quelle emozioni che finora ho sentito raccontare, fin da quando sono nata. Oggi posso vedere il Carnevale storico con i miei occhi, cogliere quegli aspetti che ho sentito narrare fin da quando ero piccola». Un unico grande rimpianto, per Ilaria: «Vorrei tanto ci fosse il nonno a vedermi in divisa (Lucio è mancato nel 2021, ndr), ma so che da lassù mi vede e sono certa che il suo cuore scoppierà di gioia».
La candidata scelta
La storia carnevalesca di Erika Lagna, 29enne di Bollengo (addetta al Sostituto gran cancelliere) affonda le sue radici nella cuore del Borghetto: i nonni Sabina e Mario, con lo zio Remo, erano i titolari del Falcone Rosso, storico locale della riva destra, dove sono nati i Tuchini e dove la squadra ha avuto la sede per anni. «Mia mamma Monica racconta che il Carnevale ha iniziato a viverlo dietro il bancone del bar, poi è stata coinvolta nella squadra e ha iniziato a partecipare alle sfilate dei Tuchini portando la bandiera della squadra». Papà Giuseppe è stato due anni Ufficiale (1991 e 1992), oltre che arancere sul carro, mentre la mamma si era candidata per fare la Vivandiera. Il primo anno, il 1991, non è stata selezionata e quando è arrivata la chiamata, nel frattempo si era sposata e ha dovuto declinare, però in compenso i novelli sposi hanno partecipato alla Zappata: «Anch’io avevo già provato a candidarmi lo scorso anno – racconta Erika – e non è andata bene. Ci ho riprovato e finalmente sono qua, a vivere il Carnevale anche per mamma a riscattare quell’occasione che ha perso. Lavoriamo fianco a fianco nell’impresa edile di famiglia e la sto sommergendo con i miei racconti e le mie emozioni. Per lei questo è davvero un Carnevale speciale, perché per anni ha lavorato nella cucina dei Tuchini con Mario Gusta e vederlo Generale è per lei un’emozione speciale». I Tuchini sono, ovviamente, la squadra di Erika, oltre che dei fratelli Luca e Paolo: «Anche se quasi esclusivamente al di là del Ponte Vecchio, ho sempre seguito la parte storica e questo tassello che aggiungo alla mia esperienza mi permetterà di conoscere il Carnevale a 360 gradi, tra l’altro al fianco di Paolo Diane, compagno di scuola di papà».
UN PASSATO DA PAGGIA
Giorgia Esposito (addetta al Sostituto del gran cancelliere), 28 anni, eporediese di San Bernardo, lavora in un bar di Strambino e ha una variegata esperienza carnevalesca in famiglia: «Mio papà Maurizio è stato tra i fondatori della Scorta d’Onore della Mugnaia, zio Giuseppe, Pino per tutti, è stato nello Stato maggiore fino a diventare Aiutante di campo, mentre un altro zio, Giulio, fa parte del gruppo dei Valletti. Poi, devo aggiungere mamma Nadia, arancera sui carri, mia cugina Sara Abbà, l’altra cugina Ilaria Vivandiera e mia sorella Elisa, Damina della Mugnaia 2014, anno in cui io ho fatto la prima volta il Paggio, esperienza poi ripetuta cinque anni dopo. E, da allora, qualche anno tra i Tuchini, anche se dirmi “arancera” è forse un po’ eccessivo. Ma ho vissuto intensamente le emozioni del Borghetto». Definirla entusiasta di questa esperienza è davvero poco: «Non è retorico dire che si tratta di un sogno che si avvera, perché per me il Carnevale è vita; sono contenta di vivere questa edizione al fianco del Sostituto Paolo Diane, grande amico di famiglia, e di condividere questa esperienza con Erika, amica da sempre. Un altro particolare che mi rallegra è che potrò sfilare con il mio cavallo, Jannes, uno splendido frisone». «Siamo un bel gruppo – concludono in coro Annalisa, Ilaria, Giorgia ed Erika –, il clima nel contingente è splendido e abbiamo uno splendido Generale. Fra noi c’è complicità e tutte abbiamo un ottimo rapporto con i nostri Ufficiali addetti: Alessio Visetti, Michael Maravita, Simone Boerio e Federico Marino». Federico Bona
