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Январь
2026

Australian Open: Rybakina si complica la vita, ma supera Pegula in due set. Sarà finale con Sabalenka

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[5] E. Rybakina b. [6] J. Pegula 6-3 7-6(7)

Elena Rybakina può tirare un sospiro di sollievo. La tennista kazaka ha giocato complessivamente un tennis di livello superiore a Jessica Pegula, sua avversaria nella seconda semifinale dell’Australian Open. La quinta favorita del tabellone ha strappato il successo, dopo un’ora e quaranta minuti, con il punteggio di 6-3 7-6(7). Entrambe arrivavano a questa partita con un percorso immacolato nel torneo, che non le aveva viste lasciar per strada neanche un set. Il settimo testa a testa tra le due – il primo a livello Slam; curiosamente sono andati in scena tutti su cemento – si è concluso quindi in favore di Rybakina, che però nel finale di partita se l’è vista brutta.

Infatti, dopo aver dominato in lungo e in largo la partita, trafiggendo di accelerazioni la statunitense e imponendole un ritmo di gioco quasi insostenibile da fondocampo, la kazaka si è irrigidita al momento di chiudere. Avanti 6-3 5-3, l’allieva di Stefano Vukov non ha sfruttato tre match point nel nono game. È tornata poi a servire per il match, ma la tensione e qualche buona soluzione della rivale hanno allungato la partita sino al 6-6. Un brutto tie-break, colmo di errori, ha visto Rybakina cancellare con coraggio due set point americani. Un ace e una risposta vincente di rovescio, in seguito, hanno regalato la vittoria alla kazaka, che ha chiuso il match avendo messo a segno 17 vincenti (31 a 14) e 10 errori (29 a 19) più dell’avversaria.

Nonostante in molti frangenti importanti la prima di servizio non l’abbia aiutata (55% a fine partita), Rybakina è riuscita ugualmente a tagliare il traguardo. Se il bilancio di Pegula contro top 10 negli Slam diventa quindi sempre più negativo (5-9), il suo invece con questo successo trova ora la parità nel computo vittorie/sconfitte (5-5). La 19esima affermazione negli ultimi 20 incontri disputati regala alla kazaka anche la nona vittoria consecutiva contro una tennista tra le prime 10 in classifica, lei che con questo successo tornerà al best ranking di numero 3 al mondo già raggiunto in passato. Sabato giocherà la sua terza finale Slam, la seconda all’Australian Open. Qui sfiderà quell’Aryna Sabalenka che nel 2023 le strappò dalle mani il titolo dello Slam oceanico. Entrambe arrivano all’ultimo atto senza aver perso set e la bielorussa, avanti 8-6 negli scontri diretti, partirà senz’altro favorita.

Primo set: Rybakina parte forte, Pegula rimane indietro

Rybakina manda subito un segnale in avvio: non sarà facile metterla in difficoltà nei suoi turni di battuta. Ma non solo. Anche in risposta la 26enne kazaka è estremamente aggressiva. Pegula contiene le accelerazioni dell’avversaria fino a che riesce, ma nel secondo gioco è costretta a cedere la battuta a 30. I fendenti della numero 5 al mondo non le permettono di organizzarsi da fondocampo per tessere la sua ragnatela. Rybakina le ruba il tempo, la sposta a suo piacimento e nella maggior parte dei casi conclude con un vincente.

Avanzando però di mezzo metro la 31enne statunitense riesce talvolta a prendere in mano le redini degli scambi. Nel terzo gioco arriva a palla break, ma la kazaka serve delle seconde di servizio molto insidiose che le consentono di allungare sul 3-0. La velocità di palla di Rybakina coglie spesso impreparata Pegula, che negli spostamenti risulta un po’ lenta e perciò offre altre due chance di break alla rivale. Si salva però indovinando ottimi piazzamenti con la battuta e nel nono game prova a impensierire la kazaka in risposta. Ma la sesta tennista in classifica fatica a leggere il servizio dell’allieva di Vukov e dopo trentadue minuti perde quindi la prima frazione con il punteggio di 6-3.

Secondo set: Rybakina trema nel finale, cancella due set point, ma chiude alla quarta chance

Il canovaccio non cambia all’inizio del secondo parziale. Pegula fa tutto il possibile per cercare di arginare la potenza da fondocampo della rivale: prova a muoversi meglio, a non subire troppo le bordate della kazaka e ogni tanto anche a dirigere lei le operazioni. Ma Rybakina non le dà troppi margini da questo punto di vista. Con i colpi a rimbalzo decide quasi sempre lei come si risolverà il punto. Gioca profondo, spinge a tutta e nel terzo game brekka a 30 la tennista a stelle e strisce. Nel gioco seguente, però, ha un calo di concentrazione. Incappa in qualche gratuito di troppo, Pegula è brava in fase difensiva e si riprende la battuta a 30 nell’immediato.

Ma questa parvenza di equilibrio scompare subito nei minuti successivi. La statunitense viene investita dall’incisività di Rybakina, che torna avanti di un break pochi istanti dopo. Nonostante l’americana tenti di rientrare in partita, la kazaka non glielo permette. Con i colpi a rimbalzo Pegula non tiene testa alla sua avversaria, che nel nono game arriva tre volte a match point. Ma è un po’ frettolosa e non riesce a chiudere. A braccio sciolto, la numero 6 del mondo lascia poi partire un paio di accelerazioni che lasciano sul posto la kazaka. Un dritto di Rybakina a metà rete regala una preziosissima palla del 5-5 alla statunitense, che grazie all’ennesimo dritto sbagliato della rivale riesce e rimettersi in corsa.

La tensione gioca un brutto scherzo alla quinta favorita del tabellone, la quale però non ha alcuna intenzione di lasciarsi scappare via questa partita. La kazaka torna a spingere come sa fare e conquista nuovamente la possibilità di servire per chiudere la contesa. Ma Pegula non molla: aggredisce la palla non appena ne ha l’occasione e torna a palla break. La seconda opportunità è quella buona. Rybakina sbaglia un dritto in lunghezza e si arriva così al 6-6.

Il tie-break è costellato di errori, da una parte e dall’altra. Si passa dal 2-1 per l’americana al 4-2 per la kazaka e ancora al 5-4 per Jessica, che arriva a set point grazie a un punto costruito a regola d’arte. L’avversaria glielo cancella con un dritto vincente e ne annulla un altro subito dopo sempre con una grande accelerazione. Un ace fa arrivare Rybakina al quarto match point e questa volta, con una risposta di rovescio imprendibile in lungolinea, Elena mette la firma sulla partita. Dopo un’ora e quaranta minuti è in finale con il punteggio di 6-3 7-6(7).