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Australian Open: Anisimova troppo emotiva, Pegula si prende la terza semifinale Slam

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[6] J. Pegula b. [4] A. Anisimova 6-2 7-6(1)

Un derby che si attendeva molto più combattuto ed equilibrato, si è rivelato a senso unico e non per chi veniva data favorita alla vigilia. In verità Amanda Anisimova partiva davanti nei pronostici ma di poco. Alla fine hanno avuto ragione i precedenti che vedevano Jessica Pegula avanti 3-0. E’ 6-2 7-6(1) in 1h37‘ per l’americana di Buffalo. Che si prende così la terza semifinale Slam della carriera dopo le due giocate in casa a Flushing Meadows nel biennio 2024-2025.

Prima che di tennis, la vittoria della più esperta tra le due statunitensi è stata un’affermazione di superiorità mentale. Da un lato un atteggiamento sempre perfetto, inappuntabile senza mai il minimo scricchiolio manifestato. Dall’altra parte, diametralmente opposto il modo di stare in campo di Amanda. troppo fragile a livello emotivo, si è fatta fin dai primissimi minuti intrappolare nella ragnatela psicologica costruita ad hoc da Jessica. Non ha sbagliato mai tatticamente, sempre vicina alla linea di fondo con mobilità dei piedi – che parevano stantuffi – straordinaria per non perdere campo e sfruttare la velocità della palla avversaria per cambiare direzione. Per Anisimova oltre 30 gratuiti, 7 doppi falli e undicesimo KO contro Top Ten negli Slam.

Primo set: Anisimova mai in ritmo, Pegula banchetta

Ingresso in partita sfavillante per Jessica, che tramortisce Amanda provocandole sin da subito esasperazione agonistica. Uno stato mentale che si traduce nell’avere eccessiva fretta. E se una colpitrice pura come Anisimova si incaponisce nel voler sfondare con le prime accelerazioni, facendosi prendere dalla foga di abbattere il muro difensivo eretto da Pegula, allora diviene tutto maledettamente più duro per la tennista di origini russe.

La capacità di lettura dello scambio della trentunenne di Buffalo manda in totale confusione la più giovane delle due statunitensi. In aggiunta, un concentrato di lezione tennistica impartito. La lucidità, la pulizia tecnica, l’alto rendimento al sevizio permettono sempre a Jessica di comandare, annichilendo la n°4 WTA psicologicamente. La quale dal canto suo non riesce mai ad incidere con la battuta. Le risposte della n°6 nel ranking mondiale arrivano sempre precise, puntuali senza però per questo assumersi un elevato rischio di incorrere nell’errore. Utilizzando la migliore delle risposte moderne, profondissima e centrale che ricade nei piedi avversari impendendo all’altra di preparare a dovere l’esecuzione uscendo dalla battuta.

Niente, non c’è proprio partita. Quando una manovratrice di eccezionale tenuta mentale rende spuntato il tiro a bersaglio di una spara-piattelli come la ventiquattrenne del New Jersey, servendo e rispondendo alla grande, il risultato è un no contest. Pegula vince la prima frazione 6-2 in 31 minuti. Con un bilancio complessivo che ci dice che la statunitense di New York ha vinto il doppio dei punti rispetto alla connazionale (31 a 16) con 6 ace messi a referto. Unico vero momento di suspence, dopo che Jessica è volata rapidamente sul 4-1 con addirittura palla del 5-0, quando al comando 5-2 avverte per la prima volta un po’ di tensione regalandoci almeno per qualche minuto del discreto pathos. Cancella la prima palla break del suo match e al secondo set point incamera il parziale.

Secondo set: Anisimova regala troppo, dominata nel tie-break

Anisimova è stata portata allo stremo, svariate volte ha guardato il suo box per dire “Non so cosa fare“. Il che è comprensibile per una giocatrice abituata a fare i buchi per terra. Contrariamente alla sfida odierna dove accelera, picchia ma la palla torna sempre. Pegula continua nel suo perfetto piano tattico. E così sottrae magistralmente tempo al dritto di Amanda che quando deve preparare quel colpo, essendo costretta a velocizzare il movimento perché la palla arriva troppo presto sbaglia a più non posso. E nel contro-bilanciamento, questo significa che quando poi va a colpire con il suo fondamentale migliore (il rovescio) si sente in dovere di forzare più del necessario. Attirando un numero di gratuiti ancora superiore.

L’avvio del secondo set è sulla falsariga di quanto visto finora, Anisimova è troppo poco reattiva in uscita dal servizio. Nelle rare circostanze in cui trova la possibilità di spingere da ferma il suo rovescio, Pegula si inventa degli autentici prodigi staccando la mano. Il problema di fondo per la due volta finalista Slam è rappresentato dal fatto che successivamente alla strenua difesa rivale si osserva un errore, quanto piuttosto dall’irritazione che ogni volta prende il sopravvento. Inoltre sia in battuta che in risposta, dove dovrebbe far valere il suo superiore punch, la favorita alla vigilia non sta delineando la consueta differenza sbagliando tantissimo.

Dopo aver disputato una primo set clamoroso, soprattutto per come riusciva a leggere in anticipo il servizio, Pegula è un po’ calata, ma la questione cruciale è l’atteggiamento di Anisimova. Troppo agitata, quasi sul filo di un crollo emotivo con tanto di lacrime pronte a fare capolino ad ogni errore. Quantomeno, adesso i colpi di Jessica sono meno profondi offrendo più spazio e tempo alle spallate di Amanda di poter atterrare in campo. Avanti 3-2, sul 30-30 e servizio per Pegula, Anisimova avrebbe la chance di spingere un comodo dritto in avanzamento ma perde il colpo in lunghezza. Ma occhio che ora la partita potrebbe veramente cambiare, anche Anisimova finalmente rispolvera il suo slice da destra e fa gara di testa (4-3).

E difatti le sensazioni avvertite per l’intera durata della frazione si manifestano compiutamente nell’ottavo game, quando Anisimova per la prima volta nel match strappa la battuta a Pegula e va al servizio per pareggiare i conti: sul 5-3 tuttavia dopo un set in cui era cresciuta col fondamentale d’inizio gioco, proprio nel momento più importante la prima torna a vacillare e persino con il quarto doppio fallo consegna l’immediato contro-break. Brava Jessica a sfruttare le seconde avversarie per ritrovare quando più serviva la necessaria profondità volta a riallungare lo scambio e stanare alla distanza Amanda che nel frattempo sembra avvertire fastidio alla schiena.

Le vicissitudini del set non sono però finite. Sul 5-5 altro game da infarto per Anisimova, che mette in serie un disastro dopo l’altro e con tre doppi falli concede due opportunità di break. Sulla prima sventa il pericolo, ciononostante sfiora nuovamente un pianto di tensione. Quando l’occasione si ripete, Amanda accomoda una seconda morbida e Jessica va a nozze. Sembrerebbe tutto finito, ma Pegula decide di restituire il favore e stavolta è lei a mancare l’occasione. Molto abile la tennista originaria della Russia a non tirare tutto e aspettare il varco. Il tie-break però si rivela a senso unico. Jessica è bravissima ad essere estremamente aggressiva sulla seconda avversaria. Sul 2-1, infatti, due seconde consecutive di Anisimova danno seguito ad altrettanti gratuiti. Pegula vola così via sul 4-1, la rivale non tiene più una palla in campo, e arriva anche l’ace a decretare il punto esclamativo!