DALLA SALA STAMPA – Miceli: “Questa città la sento come casa, giocare qui la mia Serie A. Un onore sostituire Di Gennaro. Per un difensore è vita non prendere gol”
Esordio con la maglia del Catania da protagonista per Mirko Miceli. Il neo difensore rossazzurro rilascia le seguenti dichiarazioni in sala stampa dopo la vittoria maturata ai danni del Cosenza:
“Ho avuto modo di sentire i gemelli D’Amico e Ciccio Rapisarda, siamo cresciuti insieme. Si è chiuso un cerchio per me, avendo iniziato qui da bambino. Ovviamente quando si è bambini hai l’aspirazione a giocare ad alti livelli, la speranza era quella di poter esordire con la maglia del Catania che, quando arrivai, militava in Serie B e poi vinse il campionato. Avere esordito da protagonista con questa maglia rappresenta la mia Serie A. Oltretutto contro la squadra della mia città, che in questa stagione ho affrontato già quattro volte. Sono veramente contento, legatissimo a Catania, che sento come casa mia”.
“Sto bene fisicamente, al di là delle due precedenti partite – per i motivi che conoscete – ho sempre giocato. Il modulo rispetto a quando militavo nel Monopoli è lo stesso a livello difensivo, cambiano alcune cose ma con l’esperienza e l’aiuto dei compagni ci si adatta cercando di fare il meglio possibile per acquisire i dettami del mister”.
“E’ un onore per me sostituire Di Gennaro. Con Matteo ci siamo sentiti in settimana via sms, gli faccio i miei auguri di pronta guarigione. Spero che io e Riccardo (Cargnelutti, ndr) saremo degni sostituti. E’ tutto più semplice quando ti ritrovi con gente forte, umile ed esperta che ti dà una mano. Sono contento di poter dare anche il mio contributo, speriamo di poter continuare così fino alla fine”.
“Il Catania non prende reti tra le mura amiche, in generale ne subisce pochi. Per un difensore è vita non prendere gol, il merito è di tutta la squadra, anzi gli attaccanti sono i primi a non volere prendere gol. E’ un aspetto molto importante in questo campionato, poi basta segnarne uno e le partite le indirizzi come vuoi tu. Soprattutto a Catania hai in squadra gente come D’Ausilio o Lunetta che prende il suo posto, Rolfini piuttosto che Caturano o Forte in avanti. Così diventa tutto più facile. In più non ci sono prime donne e c’è la voglia di sacrificarsi da parte della squadra, questo fa la differenza. Ad esempio ho visto Jimenez nel primo tempo fare una corsa a ridosso dell’area di rigore nostra, lo stesso dicasi per chi è entrato nella ripresa”.
“Conosciamo tutti l’obiettivo da raggiungere con questa maglia, non lo diciamo ma speriamo si possa avverare. Sarebbe un sogno per me“.
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