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Abiti Valentino in sfilata: per una notte Voghera fu capitale dell’alta moda

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L’ultima volta in cui Valentino Garavani ha abbracciato la sua città era il 10 settembre del 1987. Su un grande palco montato in piazza Duomo, lo stilista presenziò a una sfilata delle sue creazioni, presentata da Milly Carlucci, con diverse modelle internazionali tra cui Brigitte Nielsen. In quell’occasione, i vogheresi impazzirono: l’evento era gratuito e tutti cercarono di accaparrarsi un biglietto, mentre le agenzie facevano la corsa agli accrediti per raccontare dalla prima fila il ritorno del figliol prodigo nella sua città natale.

Da quell’evento straordinario, non era più tornato a Voghera (almeno non in veste ufficiale) fino al 26 novembre 2023, ovvero fino al giorno in cui aveva fatto visita alla mostra che celebrava l’anteprima della riapertura dell’ex teatro Sociale, oggi intitolato a suo nome. Lo stilista aveva voluto assistere allo spettacolo che è poi stato messo in scena in suo onore per la prima della stagione, ideato da Eleonora Abbagnato.

Quella era stata anche l’ultima volta in cui aveva incontrato il ramo vogherese della famiglia, rappresentato dai nipoti acquisiti Nicola e Valentina Villani: sono cugini dei figli di Vanda, la sorella maggiore di Valentino mancata nel 1997, che aveva sposato appunto Angelo Villani. Già all’epoca le condizioni di salute dello stilista non avevano reso possibile l’auspicato bagno di folla, eppure Valentino ci teneva ad essere comunque presente. «Anche se era andato via tanti anni fa – spiega l’assessora Maria Cristina Malvicini, moglie di Nicola Villani – lui ci teneva comunque alle sue origini e alla sua città. Il suo ruolo e quello della Fondazione Garavani Giammetti nella riapertura del teatro ne è una testimonianza. Quando visitò il teatro che portava il suo nome si commosse, era felice immerso in tutta quella bellezza. Lo splendore del teatro era nelle sue corde, e il gesto di stima che gli era stato rivolto dai suoi concittadini lo aveva lasciato tutt’altro che indifferente».

Vedersi, con uno degli stilisti più celebri di sempre, non era un’impresa facile, ma quando accadeva (soprattutto per le cerimonie di famiglia) la sua presenza riusciva a conquistare tutti.

«Valentino – aggiunge Malvicini – era una persona estremamente riservata, ma molto dolce. Si faceva fatica ad avvicinarlo non perché fosse altezzoso, anzi, ma perché era timido e schivo. Quando si concedeva di aprirsi, però, era simpatico e molto piacevole. Una persona rara, delicata, di estrema classe».

La scomparsa di Valentino ha comunque colpito al cuore i parenti vogheresi. «È stato con immenso dolore che abbiamo appreso la notizia. Per il mondo è stato un maestro assoluto, un simbolo della moda e uno dei volti più alti del made in Italy. Per noi, oltre a tutto questo, era una persona reale. Una di quelle presenze che non hanno bisogno di imporsi per lasciare un segno. Ha trasformato la passione in un’eredità che resterà: nel suo lavoro, nella cultura del bello, e in una parte di vita quotidiana che spesso nemmeno ci accorgiamo di portare con noi. Mi sento, nel salutarlo, di ringrazialo per tutto ciò che ha fatto per noi». —