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Sala scommesse in corso Vercelli a Ivrea, ordinanza del Tar riapre la partita

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IVREA. L’ordinanza di sospensiva cautelare del Tar del 15 gennaio riapre la partita della sala scommesse di corso Vercelli. In realtà pare che i proprietari della Zetagroup, difesi dall’avvocato Angelo Pariani, non abbiano mai perso le speranze, nonostante il diniego dell’autorizzazione da parte della divisione di Polizia amministrativo sociale della Questura di Torino. Si capisce dagli esterni ancora curati e dagli interni che s’intravedono dietro gli specchi del palazzo pieni di scatoloni. Seppure qualcuno a giugno li abbia visti portare via materiale , all’interno si scorgono ancora bancali e scatoloni.

L’autorizzazione era stata negata, ai sensi della legge regionale 19 del 15 luglio 2021 per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, che stabilisce la distanza previste per le “Videolottery”, le slot machine di moderna generazione, dai luoghi sensibili. In questo caso si tratta di una macchina cambia monete che si trova nel bar in prossimità della rotonda che porta a San Giovanni.

Sul posto, oltre alla polizia, andarono la polizia municipale e il Suap, a cui spetta l’autorizzazione all’apertura dell’attività, a effettuare le misurazioni. Però poi il diniego arrivò soltanto dalla Questura di Torino. E proprio su questo aspetto si è fondato il ricorso presentato dai proprietari.

Secondo i ricorrenti «come si evince dalle normative regionali e dalle direttive impartite dal Ministero dell’Interno, la competenza in materia di accertamento delle distanze minime da luoghi sensibili è attribuita al Comune».

Fatti salvi i rilievi della Questura di Torino, mancherebbero quelli delle autorità municipali: «Nel caso di specie, le osservazioni procedimentali e l’allegata perizia tecnica non sono stati sottoposti alla valutazione del comando di polizia municipale di Ivrea e dei motivi del loro mancato accoglimento non è stata data ragione nel provvedimento».

In sostanza mancherebbe un ulteriore parere della polizia municipale, in merito alla distanza dai luoghi sensibili. Quindi il Tar ha deliberato di «accogliere la domanda cautelare ai soli fini del riesame dell’istanza» e ha fissato l’udienza per la discussione del ricorso il 23 settembre 2026.

Bisognerà dunque capire nei prossimi giorni cosa contiene l’istanza e se, in attesa dell’udienza, i proprietari potranno o meno aprire, visto che a giugno erano a un passo dall’inaugurazione. «Noi siamo molto attenti su questo tipo di tematiche - spiega il sindaco Matteo Chiantore - e non credo ci siano motivi per discostarci dal parere della Questura, visto che poi l’attività era stata fatta congiuntamente alla nostra polizia municipale. Quella del gioco è una tematica sensibile. Per quanto si tratti di attività lecite, la ludopatia resta comunque un problema che abbiamo affrontato in numerose iniziative insieme all’Asl. I cittadini devono sapere che in questi casi la nostra attenzione è doppia. Ci riserviamo comunque di approfondire la questione».