Mente d’acciaio, corpo di cristallo: Elisabetta Cocciaretto
Arriva nella notte italiana, nel tradizionale 250 di Hobart, Tasmania, la seconda vittoria in un torneo Wta per la nostra amata Betta Cocciaretto, o meglio Coccy, come la chiamano gli amici.
Marchigiana di Porto San Giorgio, nata gennaio 2001, un best ranking in carriera da 23 Wta (mica bruscolini, a 24 anni) Elisabetta gioca un tennis inconsueto e divertente, colmando il gap di potenza con le avversarie grazie a piedi veloci, grande anticipo naturale, ritmo soffocante da fondo, rovescio telecomandato.
Stanotte ha superato in due set una futura stellina, la 18enne americana Jovic, già 30 del mondo, rubandole sistematicamente il tempo, grazie alla sua incredibile capacità di colpire in anticipo, coi piedi piantati sulla riga di fondo.
Purtroppo, anche stanotte, più bendata di Tutankhamon, era evidente il limite più grande dell’azzurra. Una fragilità fisica che finora le ha impedito di realizzare al meglio il suo potenziale, nonostante il suo bel tennis e la sua clamorosa intelligenza e forza mentale. Betta ha infatti una testa di prim’ordine (con la vita che fa è in pari con gli esami a Giurisprudenza) e anche in campo vede il gioco come poche sul piano tattico.
Quando sta bene fisicamente ha picchi di rendimento davvero alti, come testimonia ad esempio la vittoria in Fed Cup contro l’americana Emma Navarro. E insomma se la sfortuna la lascia in pace, questa solare e volitiva marchigiana, tutta cervello, grinta e ottimismo, può fare grandi cose.
E ricordatevi questa profezia. Se dovessi immaginare chi potrebbe essere il primo presidente donna della Fitp, beh mi viene spontaneo pensare a lei
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