Il dl Transizione è legge, vittoria del governo: verso l’indipendenza energetica, a fianco delle imprese che vogliono crescere
Il via libera al Dl Transizione segna una grande giornata per il sistema Italia nel suo complesso. Un provvedimento del governo Meloni che assicura crescita e rigore. Si tratta del dl “Il decreto-legge n. 175 che contiene misure urgenti in materia di transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili: un passaggio di grande rilievo politico, economico e strategico che incide in profondità su due assi portanti del futuro del nostro Paese: da un lato la politica industriale, dall’altro la politica energetica. Venendo alle risorse il decreto prevede ulteriori 250 milioni di euro per l’anno 2025 a sostegno del credito d’imposta transizione 5.0. Che si aggiungono ai 2,5 miliardi già disponibili, assicurano continuità e certezza alle imprese seri:, che intendono programmare investimenti pluriennali. L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge: i sì sono stati 156, i no 115 e gli astenuti 4.
Dl Transizione: risorse reali, coperture responsabili
Si tratta di risorse reali, immediatamente spendibili, che testimoniano una volontà politica evidente: investire nel sistema produttivo reale, nelle imprese e nel lavoro senza compromettere la solidità dei conti pubblici è possibile. Il Governo Meloni, infatti, dimostra che è possibile sostenere la crescita economica mantenendo al tempo stesso rigore finanziario, credibilità sui mercati e rispetto per gli equilibri di bilancio. Le coperture individuate sono il frutto di una gestione attenta e responsabile delle risorse, basata su una razionalizzazione e un utilizzo coerente degli strumenti di bilancio, a dimostrazione che una politica industriale seria non ha bisogno di assistenzialismo, ma di selettività, programmazione e controllo, cioè tutta un’altra storia rispetto ai famosi superbonus di grillina memoria: ad esprimere soddisfazione sul passaggio importante è tutta FdI e le forze di governo. Convinte che questo provvedimento rappresenti un passo concreto verso un’Italia più competitiva, più autonoma dal punto di vista energetico; più solida sul piano industriale; più credibile in Europa, nel rispetto degli interessi nazionali. Tutte le opposizioni insorgono a valanga, affermando che il decreto paralizza famiglie, imprese, territori.
Pesca: nuove garanzie per l’accesso al credito
Ma non è il solo passaggio importante di giornata. Il Senato ha approvato in via definitiva la legge per il contrasto del bracconaggio ittico. “Un riscatto per i pescatori italiani, perché finalmente si ripristina la legalità- dicono dalla Lega- con pene certe per chi pesca senza licenze: soprattutto specie protette, utilizzando attrezzature non in regola”. Non solo, sottolinea il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Ismea e Federpesca hanno sottoscritto un protocollo d’intesa triennale per rafforzare il sostegno economico e finanziario alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Protocollo che che promuove l’utilizzo degli strumenti informativi, formativi, creditizi e finanziari dell’Istituto: in particolare del sistema di garanzie per l’accesso al credito. L’intesa avvia una collaborazione strutturata tra le due organizzazioni per rendere più semplici, comprensibili e utilizzabili gli strumenti finanziari Ismea da parte delle imprese ittiche.
“La pesca è un’attività fondamentale che va supportata nel suo cammino verso il domani. Per questo l’iniziativa di Ismea e Federpesca per rafforzare il sostegno economico e finanziario alle imprese della pesca e dell’acquacoltura é una buona iniziativa. Rendere più comprensibili e utilizzabili gli strumenti finanziari a disposizione del mondo della pesca è il modo giusto per rendere tutto il sistema più forte e capace di crescere e affrontare le sfide del futuro”.
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