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La ‘guerra’ all’olio di oliva made in Italy, FdI: La Commissione Ue risponda sui dazi zero alla Tunisia

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Ue, Polato (FdI-Ecr): interrogazione su azzeramento dazi Ue olio Tunisia e impatto produzione Italia

Chiediamo su che basi la Commissione europea ritenga utile e necessario aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, poiché danneggerebbe duramente le filiere italiane ed europee dell’olio di qualità”. Lo dichiara Daniele Polato, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr e coordinatore del Gruppo ECR in commissione Commercio Internazionale (INTA), primo firmatario dell’interrogazione presentata oggi sul ‘Possibile aumento delle importazioni dell’olio tunisino: quale impatto sull’agricoltura, le filiere ed i consumatori?’, sottoscritta da Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, co-presidente di Ecr, e gli eurodeputati di FdI-Ecr Berlato, Torselli e Ventola.

Produzione di olio d’oliva è eccellenza nazionale

L’esponente di Fratelli d’Italia e dei Conservatori prosegue spiegando che “La produzione di olio d’oliva è un’eccellenza nazionale, riconosciuta in Europa e in tutto il mondo. Purtroppo il settore è in sofferenza da molti anni per un insieme di fattori, non ultimo anche la concorrenza di certi attori extra europei. L’aumento delle importazioni tunisine a dazio zero andranno a colpire una filiera già in stato di sofferenza.
Per questo motivo chiediamo inoltre cosa la Commissione intenda fare per tutelare questo settore dell’agricoltura europea, vista anche la questione della reciprocità. Ed infine chiediamo come la Commissione intenda adoperarsi per rendere più trasparente l’indicazione del paese d’origine ed evitare che le regole del perfezionamento attivo incidano negativamente sulla trasparenza ai consumatori sull’origine del prodotto”.

L’interrogazione: il testo integrale

Di seguito il testo dell’interrogazione alla Commissione Europea, presentata oggi da FdI-Ecr: “Possibile aumento delle importazioni dell’olio tunisino: quale impatto sull’agricoltura, le filiere ed i consumatori?”

Nei primi mesi del 2025 gli arrivi di olio tunisino in Italia sono aumentati del 38%, facendo crollare i prezzi dell’extravergine italiano di oltre il 30%. L’olio tunisino viene venduto oggi sotto i 4 euro/litro, spingendo le quotazioni di quello italiano sotto i costi di produzione, favorendo la percezione del prodotto come commodity a basso costo, vanificando anni di investimenti in qualità e standard ambientali e sociali superiori a quello tunisino.

Negli anni penalizzati i produttori italiani

Negli anni le regole sul perfezionamento attivo hanno compromesso la trasparenza sulla reale provenienza del prodotto, penalizzando i produttori italiani. La recente notizia di un possibile aumento delle importazioni tunisine a dazio zero, si inserisce in un contesto già critico e in totale assenza di reciprocità.

Le domande a cui rispondere con urgenza

Si chiede pertanto alla Commissione:

perché ritenga necessario aumentare le importazioni a dazio zero, colpendo duramente le filiere italiane ed europee dell’olio di qualità;
come intenda tutelare l’agricoltura europea, considerato anche il tema di garanzia della reciprocità;
– cosa intenda fare per rendere più trasparente l’indicazione del paese d’origine ed evitare che le regole del perfezionamento attivo incidano negativamente sulla trasparenza ai consumatori sull’origine del prodotto;

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