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Presepi senza Gesù Bambino Sei statuette sono state rubate

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Castelnuovo Nigra

Sei mangiatoie vuote. Sei assenze che pesano più di qualsiasi danno materiale. È questa l’immagine che si sono trovati davanti, nel giorno dell’Epifania, residenti e visitatori passeggiando tra i presepi diffusi nel centro storico di Castelnuovo Nigra.

In un paese che da settimane aveva trasformato cortili, angoli e cappelle in un percorso di luci, muschio e piccole Natività, qualcuno ha allungato la mano portando via le statuette di Gesù Bambino da sei presepi diversi.

Non un singolo episodio isolato, ma un’azione ripetuta in più punti del borgo. Segno che non si è trattato di una bravata estemporanea, ma di un gesto consapevole, capace di colpire al cuore un’iniziativa profondamente sentita. La scoperta è arrivata poco a poco, quasi con incredulità: prima una mangiatoia vuota, poi un’altra, poi ancora. Fino alla conta finale. Sei.

In paese, allo stupore iniziale è subentrata l’amarezza. C’è chi parla di un gesto incomprensibile, chi di un atto che offende non solo una tradizione religiosa, ma anche il lavoro silenzioso di tante persone. Dietro quei presepi, infatti, non c’era un allestimento qualunque: c’erano giornate passate al freddo, muschio raccolto nei boschi, luci sistemate con pazienza, piccole strutture costruite a mano, famiglie intere coinvolte, anziani e ragazzi fianco a fianco. «Fa male», raccontano in molti. Fa male perché non sono spariti solo sei oggetti, ma è stato toccato un simbolo che per tanti rappresenta nascita, fragilità, tenerezza, speranza. Fa male perché quelle mangiatoie vuote sembrano stonare con l’atmosfera di festa che aveva accompagnato l’iniziativa, cresciuta anno dopo anno e diventata parte dell’identità del paese.

Eppure, tra la rabbia e lo sdegno, a Castelnuovo Nigra prevale anche altro: la volontà di non spegnere le luci, di non smontare i presepi, di continuare a raccontare quella storia anche senza il suo protagonista. I presepi resteranno visitabili fino al 25 gennaio, giorno di San Sebastiano. Con sei vuoti che pesano come ferite, ma con un messaggio che, nonostante tutto, non si è lasciato rubare. Ma non è mancato il tempo per un sorriso: quel cartello con scritto «Torno subito» sulla mangiatoia rimasta orfana di Gesù Bambino.