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Fare una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni, ecco perché. I consigli della dermatologa Pucci Romano: “In inverno meglio lavarsi a pezzi”

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Dopo i 65 anni la doccia quotidiana smette di essere una buona abitudine automatica e diventa una scelta da calibrare. Con l’età la pelle cambia: produce meno sebo, si assottiglia, perde acqua più facilmente. Il risultato è che lavaggi troppo frequenti – soprattutto con acqua molto calda e detergenti aggressivi – possono fare più danni che benefici, aumentando secchezza, prurito, microlesioni e il rischio di infezioni cutanee. La domanda, quindi, non è se lavarsi, ma come e quanto spesso farlo quando la pelle diventa più fragile e vulnerabile. A spiegare cosa accade davvero alla cute che invecchia è la professoressa Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco, Associazione scientifica internazionale di ecodermocompatibili. “Con il passare del tempo la pelle cambia e la barriera dello strato corneo – spiega l’esperta – l’ultimo strato, quello che opponiamo al mondo esterno, produce meno sebo e trattiene meno acqua. Se il lavaggio non è adeguato e non viene fatto nel modo corretto, può peggiorare condizioni che con l’età diventano piuttosto frequenti”.

Nessuno è escluso

Il problema, però, non riguarda solo gli anziani.
“Di fatto, lavarsi troppo spesso danneggia il film idrolipidico, il pH e il microbiota cutaneo, che sono i veri protagonisti della barriera della pelle, a qualsiasi età. Ma con gli anni il danno pesa di più. Acqua troppo calda, detergenti aggressivi – in particolare quelli ricchi di solfati e che fanno molta schiuma – possono compromettere questa barriera, che poi ha bisogno di tempo per ripristinarsi. Da giovani la pelle recupera in fretta, con l’età fa molta più fatica”.

Esiste allora una frequenza ideale di doccia dopo i 65 anni e valida per tutti?
“Non c’è una regola valida per tutti: la frequenza va sempre personalizzata in base al tipo di pelle, allo stile di vita e alla stagione. Se si fa attività fisica o d’estate, quando si suda di più, è normale lavarsi più spesso. In inverno, invece, soprattutto se la pelle è molto secca, si può ridurre la frequenza e ricorrere anche a una detersione ‘a pezzi’, limitata alle zone che ne hanno davvero bisogno”.

Errori da evitare

Tra gli errori più comuni tra gli over 65 ci può essere un eccesso di zelo e cattive abitudini sotto la doccia?
“Sì, acqua troppo calda, docce lunghe, spugne abrasive e detergenti ‘sgrassanti’ sono nemici della pelle matura”.

Un segnale chiaro che si sta esagerando?
“Quando la pelle tira, prude, si arrossa o si screpola”.

La strategia semplice per proteggere la pelle

Quali regole osservare per preservare la nostra cute?
Una buona abitudine può essere applicare prima della doccia un leggero massaggio con un olio vegetale, seguito da un detergente molto delicato. Questo aiuta a preservare il film idrolipidico e a impedire che la barriera cornea si danneggi”.

Il discorso diventa però più delicato negli anziani fragili o con patologie croniche.
Dermatite atopica, psoriasi, diabete e altre condizioni, più frequenti con l’età, interferiscono anche con la detersione. In questi casi il consiglio non è smettere di lavarsi solo perché si hanno più di 65 anni: sarebbe un pessimo messaggio. In altre parole, il punto non è aumentare o ridurre drasticamente le docce, ma cambiare approccio. Non bisogna lavarsi di più, ma lavarsi meglio. Riducendo la temperatura dell’acqua, il tempo di esposizione e scegliendo prodotti adeguati: la pelle ringrazia. Anche dopo i 65 anni!”.

L'articolo Fare una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni, ecco perché. I consigli della dermatologa Pucci Romano: “In inverno meglio lavarsi a pezzi” proviene da Il Fatto Quotidiano.