Io dico basta a questo terrorismo alimentare che ci vuole tristi, tristi e tristi. Sani e tristi
L’uomo è ciò che mangia e probabilmente anche ciò che vomita. Il cibo è un argomento molto delicato, molto più del sesso, quindi questo sarà un post divisivo. Io, per esempio, sono un carnivoro selettivo, come Woody Allen non mangio roditori, non mangio selvaggina, non mangio i meravigliosi cavalli che hanno le gambe, non li mangio perché sono belli e amo i film western, non mangio lumache, rane, cervello, scimmie, cani e gatti. Una volta in Svezia mangiai una renna, sapore dolciastro, e ho ancora dei sensi di colpa verso Babbo Natale. So benissimo che i macelli sono il grande rimosso della nostra società, vigliaccamente deleghiamo ad altri la strage degli innocenti, ma se dovessi procurarmi la carne da solo, non avrei il coraggio di tirare il collo a nessuno, diventerei un vegetariano. Sono un codardo alimentare e faccio finta che le polpette spuntino sugli alberi, immagino il Polpetto, l’albero delle polpette e mi metto il cuore in pace.
Ma so che è una vile menzogna. Quindi il mio profondo rispetto per tutti i vegetariani. Sui vegani e i fruttariani non mi esprimo, mi sembrano forme di fanatismo, ma tra tutti i fanatismi è quello più saggio e gradevole in fin dei conti. Però devo confessare tutta la mia antipatia verso alcuni nutrizionisti, e in più generale verso i salutisti di ogni risma. Detesto quelli che dicono “il vino fa venire il cancro”, li trovo terribilmente stupidi, sono verità stupide, e se un giorno metteranno sulle bottiglie di vino immagini di fegati danneggiati da epatite alcolica, sono pronto a fare la rivoluzione con barricate di damigiane. Il vino è una divinità, il vino è poesia, basta leggere i lirici greci o prendere le poesie di Baudelaire sul vino. Un mondo astemio sarebbe un mondo detestabile.
Fare una vita da malati per morire sani è una forma di idiozia. Tutto fa male, anche nascere.
E allora perché non mettiamo immagini di scheletri anche fra le cosce delle donne? Un bambino appena nato è già abbastanza vecchio per morire. Lasciate ogni speranza o voi che nascete!
La carne rossa fa male, lo zucchero fa male, meglio il miele, la “banalità del miele”, il latte dopo una certa età fa male, e ancora e ancora, tutto un terrorismo alimentare che ci vuole tristi, tristi e tristi. Sani e tristi. Anche godere fa male. Sapete quanti microbi si nascondono in un bacio? Non baciatevi oppure mettete un preservativo anche sulla bocca. Questa è la filosofia degli odiosi nutrizionisti che pontificano. Edgar Allan Poe beveva come un barbaro, eppure è stato uno degli scrittori più lucidi della storia della letteratura, ma togliete il vino a Poe e non avrete Il pozzo e il pendolo o Il cuore rivelatore, avrete un mondo fatto solo di “Franchi Berrini”! Mentre i poeti vedono poesia anche nel tremore delle mani di un alcolista, come Isidore Ducasse che ne era ipnotizzato.
Questo non è un elogio del farsi male, ma è una difesa di chi vuole godere, di chi vuole farsi del male ma facendosi del bene, con lo zucchero, la carne rossa e il latte di cui non posso fare a meno. I medici facciano il loro dovere, i nutrizionisti ci informino pure su tutti i rischi che corriamo, le analisi del sangue ci spaventino pure e ognuno faccia le proprie scelte, ma quello che noi combattiamo è un modo di pensare e di essere, una filosofia riduzionista che riduce il vino al cancro e la carne rossa al colesterolo.
Moriremo infiammati, moriremo con le analisi sballate, moriremo ubriachi, ma felici. Il cadavere non trema, il cadavere non cammina storto, il cadavere paradossalmente è la creatura più sana che ci sia perché non vive più, e la vita, si sa, è un meraviglioso guaio, ma guai a non vivere e a fare della salute un feticcio.
Ecco, dirò una cosa controintuitiva: la salute non è tutto. La salute è niente, il niente più annientante che ci sia. Nascere è la cosa più pericolosa che ci poteva capitare, che ognuno scelga di vivere come desidera, senza essere criminalizzato e soprattutto senza criminalizzare il piacere. Certo ci vorrebbe la misura in tutto, ma io provo simpatia verso tutte le persone smisurate. Un grande poeta una volta ha detto: “Sono fottuto? Me ne fotto”. Ubriacatevi, ubriacatevi di qualsiasi cosa, d’amore o di vino, e se vedete un astemio accarezzatelo con compassione. Ora vado alla ricerca di qualche baccante, esistono ancora?
L'articolo Io dico basta a questo terrorismo alimentare che ci vuole tristi, tristi e tristi. Sani e tristi proviene da Il Fatto Quotidiano.
