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Castellamonte cresce e produce, ma le banche lasciano la città

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CASTELLAMONTE. Il conto non torna. Non torna per i numeri, non torna per la logica e non torna soprattutto per le ricadute quotidiane sulla popolazione. La chiusura, già avvenuta a metà dicembre, della filiale della Banca popolare di Novara in via Educ ha acceso una miccia che ora rischia di far esplodere un problema ben più grande. A far tremare ulteriormente il sistema locale è infatti la prospettiva, tutt’altro che remota, della serrata anche per la sede Intesa Sanpaolo di piazza Martiri della Libertà, a pochi passi dal municipio. A rendere pubblica la situazione è stato il sindaco Pasquale Mazza, intervenendo durante l’ultima seduta del consiglio comunale del 2025, dedicata all’approvazione del bilancio di previsione 2026/2028. Un documento chiuso in pareggio, attorno ai quindici milioni di euro, che certifica una gestione in equilibrio ma che stride con la desertificazione dei servizi essenziali.

Il primo cittadino non usa giri di parole e parla di una dinamica inaccettabile. Le banche, osserva, continuano a macinare utili importanti mentre, parallelamente, smantellano la loro presenza fisica nei centri urbani.

Una scelta che colpisce in modo diretto le fasce più fragili: anziani, persone con difficoltà negli spostamenti, cittadini poco avvezzi alle procedure digitali. Per loro, la chiusura di uno sportello non è una semplice riorganizzazione aziendale, ma una perdita concreta di autonomia.

Sul fronte della Popolare di Novara, Mazza spiega di aver tentato un intervento in extremis, quando però la decisione era ormai irreversibile. Una scelta che appare ancora più paradossale se si considera che, nell’ultimo anno, in città sono stati aperti quasi cento nuovi conti correnti. Segnali di vitalità economica che non hanno però impedito lo stop.

Ancora più preoccupanti le indiscrezioni che riguardano Intesa Sanpaolo. Voci insistenti parlano di una possibile chiusura imminente anche per quella filiale. Il sindaco ha già annunciato che, alla riapertura degli uffici dopo la pausa natalizia, si attiverà immediatamente per cercare di scongiurare questo scenario, consapevole che perdere un secondo sportello sarebbe un colpo durissimo.

A rafforzare le sue argomentazioni ci sono i dati della Camera di commercio, che collocano Castellamonte tra i tre Comuni canavesani con il segno positivo, una realtà in crescita economica insieme a Rivarolo. Numeri che rendono la ritirata degli istituti di credito ancora più difficile da comprendere e che alimentano un malcontento destinato a salire se non arriveranno risposte rapide e concrete.