Fintech e Risparmio: I Clienti Italiani Passano Dalle Filiali Alle App
Dai conti correnti “parcheggiati” su banche fisiche agli investimenti via smartphone: come le piattaforme digitali stanno riscrivendo le abitudini finanziarie degli italiani.
Negli ultimi anni il mondo del risparmio è cambiato più di quanto sia avvenuto in intere decadi precedenti. Se un tempo il rapporto con il denaro passava quasi esclusivamente dallo sportello della banca di fiducia, oggi per molti italiani il primo luogo dove si guarda il saldo non è più l’estratto conto cartaceo, ma lo schermo di uno smartphone.
App bancarie, piattaforme fintech come , broker online e servizi di investimento digitali stanno ridisegnando il modo in cui gli italiani gestiscono stipendi, bollette e investimenti. Un cambiamento che non riguarda solo la tecnologia, ma anche la mentalità dei risparmiatori.
Dallo Sportello Alla Notifica Push Dell’App Fintech
Per decenni la banca fisica è stata il centro della vita finanziaria del cittadino. Si apriva il conto in banca, si parlava con il direttore, si firmavano moduli. Oggi un numero crescente di operazioni, dall’apertura di un conto al primo investimento in ETF, si svolge interamente online tramite app.
Le nuove piattaforme di investimento permettono di:
- aprire un account in pochi minuti tramite riconoscimento digitale;
- trasferire denaro con bonifici istantanei;
- impostare piani di accumulo automatici con addebito ricorrente;
- monitorare l’andamento del portafoglio in tempo reale.
Servizi che fino a pochi anni fa richiedevano appuntamenti in filiale e montagne di carta oggi passano da una notifica push e da una dashboard intuitiva sullo smartphone. Oltre a Trade Republic, anche broker online come Scalable Capital, più focalizzato su ETF e piani di accumulo, sono entrati nel mirino degli italiani (leggi le pubblicate su ProMarketer.it).
Costi Più Bassi e Operatività 24/7
Uno dei motivi principali del successo delle piattaforme fintech è il tema dei costi. La concorrenza digitale ha spinto al ribasso commissioni e spese di gestione, soprattutto per chi investe importi contenuti e fa poche operazioni all’anno.
Molti broker operano con:
- commissioni ridotte o nulle su determinate tipologie di piani di accumulo;
- costi di esecuzione bassi su azioni ed ETF;
- assenza di canone fisso sulle piattaforme di trading di base.
L’operatività in queste app fintech è diventata praticamente continua. L’utente può consultare saldo, eseguire un ordine o modificare un piano di accumulo in qualsiasi momento, senza vincoli di orario d’ufficio. Trade Republic ad esempio, è un’altra app fintech all’avanguardia che sta spopolando in Italia, che ha costruito il suo successo su una combinazione vincente di semplicità, costi contenuti e accesso immediato ai mercati.
I Rischi
Se da un lato l’accesso è diventato più semplice, dall’altro questa facilità porta con sé alcune criticità. Il rischio principale è la percezione del “trading come gioco”: l’idea che basti un’app ben fatta per sostituire un’adeguata preparazione finanziaria.
Tra i potenziali rischi:
- sovrastima delle proprie competenze, soprattutto tra i risparmiatori più giovani;
- iper–operatività, ossia l’aumento del numero di operazioni dettate dall’emotività;
- sottovalutazione della volatilità, con aspettative irrealistiche su guadagni facili e rapidi.
Gli stessi operatori del settore fintech di Trade Republic e Scalable Capital, nelle loro guide educative, insistono sempre più spesso sulla distinzione tra investimento di lungo periodo e speculazione di breve termine, invitando a considerare la Borsa non come un gioco d’azzardo, ma come uno strumento da usare con metodo.
L’Investitore Ibrido
L’avanzata del digitale non ha cancellato del tutto il ruolo delle banche tradizionali e dei consulenti. Sta emergendo piuttosto una figura di investitore “ibrido”, che utilizza le app per la gestione quotidiana, ma continua a confrontarsi con un professionista per le decisioni più importanti.
Molti risparmiatori, soprattutto in Italia:
- mantengono una parte del patrimonio nella banca storica;
- destinano una quota dei propri risparmi a piattaforme online per cogliere costi più bassi e maggiore flessibilità;
- affiancano contenuti educativi, webinar e guide specializzate alle indicazioni del proprio consulente.
In questo quadro, analisi indipendenti e recensioni dettagliate delle principali piattaforme, dai broker focalizzati sugli ETF a quelli che puntano su azioni frazionate e piani di accumulo, diventano uno strumento utile per orientarsi in un’offerta sempre più affollata.
Educazione Finanziaria In Italia
Il vero elemento discriminante, al di là della tecnologia, resta però l’educazione finanziaria. App e piattaforme non possono sostituire la comprensione di concetti come diversificazione, orizzonte temporale, rapporto rischio/rendimento.
Senza queste basi, il rischio è quello di usare strumenti moderni con una mentalità vecchia. Per questo, sempre più realtà editoriali e siti specializzati dedicano spazio a guide passo passo su come costruire un portafoglio in ETF, come impostare un piano di accumulo, come scegliere un broker valutando costi, condito con regolamentazione e trasparenza.
Un Cambiamento Destinato a Restare
Il rapporto tra cittadini, risparmio e mondo bancario passerà sempre più dallo smartphone. Le filiali, pur destinate a ridursi di numero, non scompariranno completamente, ma dovranno ridefinire il proprio ruolo, dove ci saranno meno operazioni di sportello, più consulenza e supporto avanzato.
Nel frattempo, il fintech continua a correre. Nei prossimi anni, i risparmiatori italiani si troveranno di fronte a una doppia sfida: sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e, contemporaneamente, evitare di farsi guidare esclusivamente dalla mentalità del “tutto e subito”.
Nonostante la comodità di app e notifiche in tempo reale, nel mondo degli investimenti una regola rimane invariata: i risultati più solidi si ottengono quasi sempre con un approccio a lungo termine.
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