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Ноябрь
2025

Il nuovo Olimpico. Ristrutturazione in vista di Euro 2032: più comfort, meno marmi, stesso caos ai tornelli

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Roma. Difficilmente diventerà la versione italiana del Santiago Bernabéu, il colosso tecnologico che dopo quattro anni di lavori (e non un euro di denaro pubblico) ha restituito al Real e a Madrid uno straordinario esempio di innovazione urbana partita dal calcio. Certamente, però, lo stadio Olimpico - un tempo dei Centomila, splendore di marmi bianchi e arrivi a cinque cerchi, tra colombe in volo e bandiere al vento, orgoglio di ingegneria italica poi imbruttito dal restyling del 1990 - non è nemmeno la vecchia cattedrale carica di passato, ma priva di futuro. È in questi giorni vittima, più dei propri demeriti, della narrazione sullo stato "comatoso" (copyright Ezio Simonelli , presidente della Lega Serie A) degli stadi italiani indagati dall'Uefa nel cammino verso Euro 2032. Non sta messo così male - e, a parte l'Allianz, casa della Juventus, è l'unico insieme al Franchi di Firenze a non essere stato bocciato dalla delegazione europea guidata da Michele Uva - e promette di stare molto meglio nel prossimo futuro. C'è un progetto, che diventerà esecutivo entro metà 2026, con cui Sport e Salute , la partecipata al 100% dal Mef che gestisce il Foro Italico, vuole trasformare l'Olimpico nello "Stadio della Nazione", come lo Stade de France o il Wembley. (...) Aumenterà la sua vocazione multidisciplinare. Dovrà ospitare rugby (Sei Nazioni) e atletica (Golden Gala), calcio (Nazionale) e, perché no, tennis, quando gli Internazionali otterranno l'agognato status di torneo del Grande Slam e l'attuale offerta - Centrale, Pietrangeli, Marmi - non sarà più sufficiente. Chissà se arriverà prima l'upgrade tennistico o l'Europeo 2032, per il quale l'Olimpico riqualificato, in competizione con il futuro s tadio della Roma, si candiderà a ospitare la finalissima. Per allora l'impianto - come prevede il progetto di S&S - avrà capienza aumentata (fino ad almeno settantamila spettatori) e spalti ripensati. Via gli uffici federali dalla pancia dello stadio, che saranno trasferiti in un nuovo centro direzionale; spalti riorganizzati per il pubblico e, soprattutto, per il corporate, perché il nuovo Olimpico dovrà essere una macchina da soldi, più di quanto già non sia con i concerti estivi. Sarà un proliferare di aree hospitality per ricchi paperoni e alti dignitari, come ormai accade ovunque. (...) Non è prevista, per ora, una nuova copertura , perché farebbe lievitare i costi. Casomai, se ne parlerà dopo il 2032. Non sono previsti nemmeno miracoli: restano i problemi di sempre, come arrivarci e dove parcheggiare senza farsi venire l'esaurimento nervoso o fare chilometri a piedi. A Sport e Salute non sono ancora attrezzati per i prodigi. Bisognerà attendere la Metro C alla Farnesina. "Lo voglio vedere questo film Luce", si diceva un tempo.

(Il Foglio)