Morte Vessicchio, il ricordo del cantautore garlaschese Ron: “Se ne va un fratello”
Roma. «Se ne è andato un fratello. In un momento importante per lui e per me: c’eravamo rivisti quasi un anno fa al Paladozza di Bologna e, nel silenzio di un camerino, c'eravamo guardati negli occhi e poi…una gran risata. E se facessimo una tournée insieme? Che ne dici?, rispose immediatamente di sì». È questo il ricordo commosso di Rosalino Cellamare (in arte Ron) cantautore di Garlasco che ricorda Beppe Vessicchio, scomparso oggi all'età di 69 anni. «Questo progetto si stava realizzando e, il prossimo marzo, avremmo iniziato la nostra avventura, i concerti con orchestra, stavamo lavorando già agli arrangiamenti delle canzoni: lo stava facendo anche in questi giorni in ospedale, ci sentivamo e parlavamo di musica. Abbiamo condiviso tantissimi momenti dove la musica, appunto, era tutto per entrambi. Mi sono fidato di lui sempre! Sapeva parlare e comporre con una grande sapienza. C'è una canzone che ho scritto, si chiama 'L'uomo delle stelle', lui l'amava tanto da condividerla con me sul palco dell'Ariston al Festival di Sanremo. A lui vorrei dedicarla in questo momento». dichiara Ron.
Il direttore d'orchestra e arrangiatore Peppe Vessicchio è morto all'età di 69 anni all'ospedale San Camillo di Roma. "E' deceduto per una polmonite interstiziale precipitata molto rapidamente a causa di complicanze severe. I funerali saranno strettamente privati", ha comunicato l'ospedale in accordo con la famigla. Con la sua scomparsa, l'Italia perde non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza. Beppe Vessicchio è stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo. Giuseppe “Peppe” Vessicchio era nato a Napoli il 17 marzo 1956. La sua storia comincia tra i vicoli dove la musica è parte del respiro quotidiano. Diplomato in pianoforte, muove i primi passi come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Lina Sastri. Il suo talento per l'arrangiamento, la misura, l'equilibrio lo porta presto oltre il Golfo di Napoli. Negli anni Ottanta inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con Gino Paoli: da quell'incontro nascono brani come "Ti lascio una canzone", "Cosa farò da grande" e "Una lunga storia d'amore", che diventeranno classici della canzone d'autore.
