WTA Finals: Rybakina doma Sabalenka, è lei la “maestra” 2025
[6] E. Rybakina b. [1] A. Sabalenka 6-3 7-6(0)
Elena Rybakina è la nuova maestra delle maestre. La kazaka vince per la prima volta in carriera le WTA Finals, imponendosi in due set sulla numero 1 del mondo Aryna Sabalenka, con il punteggio di 6-3 7-6(0). La sesta favorita della competizione porta a casa il prestigioso trofeo da imbattuta, con l’11esima vittoria consecutiva – l’ultima sconfitta risale a Wuhan proprio contro Sabalenka.
Rybakina si è presentata a Riad, tra l’altro centrando la qualificazione pressoché in extremis, con il sorpasso su Mirra Andreeva durante il WTA 500 di Tokyo, in una forma straripante. Tre successi su tre nel round robin e una semifinale vinta con coraggio e personalità contro Jessica Pegula il percorso per approdare in finale, dove non lascia scampo a Sabalenka. Tra l’altro, Elena nelle precedenti due partecipazioni non era mai riuscita a passare la fase a gironi. Quest’anno, però, va diversamente.
Nel primo set la kazaka piazza il break decisivo nel sesto gioco, mentre nel secondo parziale gli equilibri, seppur labili, non si rompono fino al tiebreak, dove Aryna non riesce a muovere la casella del punteggio dallo 0.
La nuova campionessa delle WTA Finals offre l’ennesima prestazione di livello del suo torneo, con 36 vincenti e 22 errori non forzati. Sabalenka può nutrire rimpianti solo per i set point non concretizzati sul 5-4. Per lei le difficoltà della partita sono fotografate dalle statistiche: 12 vincenti e 26 gratuiti, sintomo di come si sia trovata in balia di Rybakina e del suo tennis aggressivo. La bielorussa deve rimandare ancora una volta il trionfo nell’ultimo torneo della stagione, dopo la sconfitta del 2022 per mano di Caroline Garcia. I testa a testa tra le due si fermano in parità in questo 2025, sul 2-2 (8-6 i totali).
Primo set: Rybakina conferma il momento d’oro e si porta in vantaggio di un set
La partita non vive momenti interlocutori neppure alle prime battute. Nel game che inaugura la finale Rybakina è subito costretta ai vantaggi. Come di consueto in questa settimana – non solo – si toglie dagli impicci con il servizio, dapprima piazzando l’ace poi con una prima al corpo su cui Sabalenka non può niente. Nel gioco successivo la kazaka si rende pericolosa in risposta, portandosi 30-30. Il servizio in kick regala a Aryna il terzo 15 del turno, ma non riesce ad evitare i vantaggi. Rybakina cerca e trova profondità con il rovescio e si guadagna la prima palla break dell’incontro. Sabalenka si salva da fuoriclasse: diritto lungolinea e rovescio in controbalzo nell’angolo aperto. Sul 2-2 è Elena a dover fronteggiare una chance di break, ma ne esce con grande qualità, con lo schema servizio e rovescio. Gli equilibri permangono fino al sesto game, quando Rybakina si procura tre possibilità consecutive di togliere il servizio a Sabalenka. Le basta la prima: la numero 1 del mondo riesce a prendere la rete, ma, su una difesa disperata di Elena, il suo smash si ferma sul nastro. La vincitrice di Wimbledon 2022 impressiona per la qualità alla battuta e per l’aggressività in risposta. Di scambi prolungati se ne vedono pochi. Entrambe le giocatrici amano avere il pallino del gioco in mano e prendersi il punto dopo pochi colpi. Sabalenka prova la reazione immediata e sul 4-2, grazie a una risposta nei piedi di Rybakina, si prende due possibilità di controbreak. Sfumano entrambe con ben pochi rimpianti per Aryna, dato che la kazaka trova prima un rovescio vincente in uscita dal servizio, poi un cross strettissimo di diritto. Rybakina chiude al primo set point per 6-4.
Secondo set: gli equilibri non si rompono. Il tiebreak incorona Rybakina per 7 punti a 0
Nel primo parziale Sabalenka ha avuto qualche occasione in risposta, senza mai mettere a referto l’agognato break. È essenziale per lei, dunque, iniziare a tenere con sicurezza i propri turni di battuta, in attesa di un calo al servizio di Rybakina, che, tuttavia, non pare dello stesso avviso. Nel suo primo turno piazza tre ace e poi sembra intenzionata a portare a termine la missione break. Nel terzo gioco infatti si procura due occasioni. Se sulla prima Aryna se la cava con il servizio, poi è la kazaka ad avere qualche rimpianto, non riuscendo a far partire lo scambio su una seconda della sua avversaria. La numero 1 del mondo si salva, ma, come si evince anche dal linguaggio del corpo, pare consapevole di avere poco margine. Nel settimo game Sabalenka, dopo non aver sfruttato due palle game, è costretta ai vantaggi. È ancora una volta la battuta a soccorrere la bielorussa. Pur senza il rendimento di Rybakina, il servizio per lei funziona nei momenti di difficoltà. Sul 4-4 riparte l’allarme per la quattro volte campionessa Slam: ci sono due palle break per Elena. Il ruggito di Sabalenka accompagna due prime vincenti consecutive. Con la grinta della fuoriclasse, la tigre di Minsk si innalza sul 5-4, costringendo Rybakina a servire per rimanere nel set. E nel momento di tensione, con soli due punti persi al servizio in tutto il parziale, la numero 6 del mondo commette due errori di diritto, cui si aggiunge una grande risposta di Sabalenka. Ci sono due set point. Disorientata da una deviazione del nastro, Aryna non capitalizza sul 15-40, prima di sprecare malamente il secondo con una risposta a metà rete. La kazaka concede qualcosa in questo game, ma la numero 1 del mondo si autocondanna con una sequela di errori da matita blu. Ciononostante, si garantisce il tiebreak con un turno tenuto a 0, raggiunta rapidamente anche dalla sua avversaria. Rybakina inaugura il tiebreak con un minibreak, grazie a una rapida risposta nei piedi di Sabalenka. È subito 3-0 e tutta la pressione adesso è sulla bielorussa. Giocando a braccio sciolto Elena si prende anche un secondo punto in risposta e fa pure 5 a 0, con due servizi a sua disposizione. Con il 13esimo ace si guadagna sei match point, capitalizzando all’istante il primo e laureandosi campionessa.
