A Maccarini un nuovo incarico a Milano Voghera è di nuovo senza comandante
VOGHERA. Un fulmine a ciel sereno ha colpito il comando della polizia locale di Voghera. Il comandante Mauro Maccarini, il cui contratto era in scadenza il prossimo aprile, è stato nominato direttore del settore sicurezza della città metropolitana di Milano.
L’incarico, che potrebbe cominciare già a dicembre, lascerebbe scoperto il ruolo apicale del comando di corso Rosselli (da cui dipende non solo la locale, ma anche il settore anagrafe e stato civile) per la terza volta nel corso dell’attuale consiliatura. Nel 2021, infatti, dopo 24 anni di servizio, se ne andò (scegliendo Vigevano) Giuseppe Calcaterra, che venne poi sostituito da Luigi Vella, il quale a sua volta lasciò nel 2022 dopo appena 10 mesi di incarico per andare a dirigere la polizia locale di Chieri, in provincia di Torino.
Fu così che arrivò Maccarini, oggi 61 anni, mortarese, laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia, nel corpo della polizia locale dal 1996. Maccarini dal 2012 rivestiva il ruolo di comandante della polizia provinciale di Pavia (da cui, peraltro, è attualmente in aspettativa).
Il nuovo incarico
Il ruolo di direttore del settore sicurezza gli è stato conferito dal sindaco di Milano Beppe Sala (in qualità non di primo cittadino meneghino, ma di sindaco della città metropolitana, carica equivalente al presidente della provincia) con un incarico cosiddetto "fiduciario": ciò ha una diretta conseguenza sulla durata del contratto, che non potrà superare il mandato del sindaco, la cui scadenza è prevista nel 2027.
È stato scelto tra quattro candidati in quanto, come si legge nella lettera di incarico «risulta il solo con esperienza maturata in un ente di area vasta, peraltro ricompreso nella stessa regione cui è ricompresa la città metropolitana, e vieppiù nella materia oggetto dell’incarico, che trovano la propria disciplina nella legislazione regionale». Nella giornata di ieri, con la notizia freschissima, Maccarini ha preferito non commentare. Ma se lui andrà via, cosa farà l’amministrazione vogherese?
Cosa succede ora
«Per garantire la continuità del servizio – commenta l’assessore alla polizia locale William Tura – le possibilità sono tre. Uno scorrimento di graduatoria, una mobilità oppure un altro “110” (così si chiama in gergo l’incarico fiduciario) che è lo stesso tipo di incarico che Maccarini aveva qui a Voghera e che avrà a Milano: viene affidato (a seguito di una manifestazione di interesse e di una selezione operata da una commissione specifica) direttamente dal sindaco, e tendenzialmente resta in vigore solo per la durata del mandato politico. La scelta ricadrà sul metodo che ci consentirà di trovare un sostituto nel più breve tempo possibile».
Quanto alla strana coincidenza della perdita di tre comandanti in cinque anni, Tura non si scompone: «Sono tutte persone valide che, semplicemente, hanno colto delle opportunità di crescita professionale. Questo anche, io credo, grazie al fatto che la nostra amministrazione ha investito molto sulla polizia locale, dando loro modo di mettere in mostra le proprie capacità».
Le opposizioni: nessuna prospettiva per lui qui
«Mi spiace, francamente, che la città perda un valido comandante perché nessuno ha fatto niente per trattenerlo»: Nicola Affronti, capogruppo dell’Udc, riassume il pensiero di buona parte dell’opposizione cittadina, rimasta amareggiata dal fatto che Voghera si trovi di nuovo, per la terza volta in cinque anni, senza il comandante della polizia locale. «Maccarini ha agito in maniera più che comprensibile: nessuno gli ha dato certezze sul suo futuro a Voghera e si è mosso di conseguenza. È un peccato, però, perché credo che in questi due anni di mandato abbia fatto un buon lavoro, che si sia impegnato davvero per far funzionare le cose all’interno del suo settore. Una buona amministrazione si vede da tante cose, ma anche dalla capacità di trattenere i suoi dirigenti. E, in questo caso come in altri, la giunta non è riuscita a farlo».
Rincara la dose Pier Ezio Ghezzi: «Quelli bravi vengono selezionati dagli altri Comuni, quelli che restano non vengono valorizzati – sintetizza il leader dei Civici -. In tre anni il primo comandante è stato "spinto" a Vigevano, dove è diventato vicesegretario generale. Il secondo prima a Chieri poi a Campobasso. Il terzo, Maccarini, in un incarico prestigioso a Milano. C’è un "male oscuro" nella nostra amministrazione o una sfortunaccia? – ironizza -. Certo che un turn-over così forsennato qualche ragione deve averlo: scarsa empatia della giunta verso i propri collaboratori? Eccessiva intrusione nelle decisioni? Poca autonomia concessa? Arrivano, ma dopo pochi mesi cominciano a guardarsi intorno sino a quando non trovano un'alternativa migliore. Il difetto sta nel manico? È molto probabile». «Al di là delle legittime ambizioni personali – chiude Marfi (M5s) –, questo continuo cambio della guardia si riflette sull’impossibilità di effettuare una programmazione efficace su temi che sono molto sentiti, come quello della sicurezza. E, come al solito, ne fanno le spese i servii pubblici e i cittadini».—
