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Октябрь
2025

Assemblea generale di Assolombarda, Biffi: «Ritmi di crescita modesti in Lombardia, non accontentarsi di zero-virgola»

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MILANO. «Attenzione: anche la locomotiva, se non accelera, rischia di essere superata. Per quest'anno si prevede che il PIL lombardo cresca ancora, ma di un magro +0,6% e le aspettative per il prossimo anno restano contenute al +0,8%». Così il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, all'assemblea generale dell'associazione in corso a Milano. «Ovviamente, l'instabilità globale pesa sui risultati delle imprese, in particolare sulla manifattura, e questo è evidente negli indicatori più recenti: in primavera la produzione industriale indulge su un debole +0,6% annuo e la domanda estera flette in valore del -0,3%. Per il nostro Quadrilatero - Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia - si prospetta una progressione maggiore, con un PIL in espansione al +1,2% nel 2025. Sono ritmi troppo modesti per chi vuole restare protagonista. Non si può tornare ad accontentarsi di una crescita prossima allo 'zerovirgola'».

Questa mattina, lunedì 13 ottobre, si sta svolgendo l'Assemblea generale dell'associazione dal titolo 'ReThinking Industry' al Teatro Dal Verme a Milano.

Legge di bilancio, Orsini: «Manca la parola crescita»

"Noi stiamo continuando a dire che serve avere una visione di crescita, credo che anche il governo stia lavorando su questo punto. Credo che il tema degli investimenti per noi è fondamentale perché non c'è crescita senza gli investimenti nel Paese, quindi per noi quella è l'unica via". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell'assemblea generale di Assolombarda, in corso a Milano: «Un paese come il nostro – ha aggiunto – non può non avere una programmazione a tre anni degli investimenti e dove vuole andare. Noi abbiamo bisogno di avere un piano industriale del Paese».

"Noi abbiamo riportato come esempio la Zes unica, quello che è stato fatto negli ultimi anni proprio dal governo, il governo ha fatto un'ottima cosa, ha stanziato 5,6 miliardi negli ultimi due anni, quei 5,6 miliardi hanno generato 28 miliardi di investimento con 35mila assunzioni, io quello dico che è debito buono", evidenzia. "Noi abbiamo bisogno che le imprese investano di più, perché ovviamente in un momento di incertezza globale e internazionale la gente aspetta di fare nuovi investimenti, abbiamo bisogno proprio per incentivarli a far sì che gli investimenti ci siano e anche per questo chiediamo che nella legge di bilancio ci sia la parola crescita che per noi è fondamentale", conclude.

Orsini a margine dell’incontro è anche intervenuto sul tema dell’intelligenza artificiale, che ha definito "un treno in corsa". "Ovvio che l'Europa non ha messo dei grandi soldi per poter fare investimenti sull'intelligenza artificiale, penso che arrivino a 30 miliardi. Gli Stati Uniti hanno messo più di 300 miliardi, la Cina circa 100 miliardi. L'intelligenza artificiale è sicuramente una nuova rivoluzione industriale che servirà a far diventare più produttive le nostre imprese, ma serve anche evitare che gli altri diventino più competitivi, quindi anche noi dobbiamo investire e sapere come farla decollare".

Il ministro: «Lombardia cuore pulsante dell’economia italiana»

"La Lombardia rappresenta il cuore pulsante di questo sistema economico che è anche in Italia un sistema sociale che caratterizza il nostro made in Italy. La Lombardia è una delle regioni più dinamiche e innovative d'Europa se lo confrontiamo alle altre grandi regioni industriali del nostro continente" – ha detto Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, in un videomessaggio – "Non è un caso se la Lombardia come modello virtuoso attrae sempre più investimenti anche da parte di capitali esteri, catalizzando ben 96 progetti sui 249 complessivi in Italia, spesso in settori innovativi e strategici. La scorsa settimana abbiamo dato un alto riconoscimento di investimento strategico a un'altra impresa straniera che intende insediarsi e realizzare in provincia di Milano - ed è il secondo progetto strategico nazionale sui data center, a dimostrazione che sul campo dell'innovazione la Lombardia è sempre ragione più attrattiva in un Paese che finalmente diventa davvero attrattivo".

Ha aggiunto: "La Transizione 5.0 ha avuto difficoltà certamente nella fase iniziale per i vincoli che la Commissione europea ha posto a questa misura che è finanziata da RepowerEu quindi dal Pnrr, soprattutto per il vincolo posto che ne fossero escluse proprio le imprese che ne avevano più bisogno le imprese energivore, la siderurgia, la chimica, la carta, il vetro, la ceramica. Però poi via via anche con le semplificazioni che abbiamo introdotto, ha cominciato a carburare e da giugno di quest'anno ha un ritmo di assorbimento di risorse di prenotazioni pari a oltre 300 milioni di euro al mese in settembre". E ancora: "Ora dobbiamo realizzare e siamo in campo per farlo, uno strumento che possa essere utilizzato al meglio già dal prossimo anno, nel 2026, libero dalle gabbie ideologiche del green deal europeo e quindi con risorse nazionali, consentendovi di programmare gli investimenti anche negli anni successivi, così che possiate meglio predisporre la crescita della vostra attività per dimostrare a noi e agli altri che l'Italia è davvero cambiata e che oggi è un esempio e un modello di stabilità, di affidabilità, e quindi un esempio un modello anche per le riforme che finalmente si stanno facendo largo nel nostro continente", sottolinea. "Affinché l'industria torni al centro della politica ambientale, economica, sociale e di sicurezza del nostro continente", conclude.

L’ad di Leonardo: «Assediati dai pacifisti»

«Leonardo è costantemente assediata da cortei, gruppi che attaccano le sue aziende. Gli ultimi eventi di Torino sono stati particolarmente violenti e per questioni di aumentata tutela ho dovuto rinunciare a presenziare fisicamente a tutta una serie di eventi in questo periodo», ha detto l'amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, in un videomessaggio all'assemblea di Assolombarda. «I pacifisti armati stanno demonizzando chi come noi sta sviluppando tecnologie per la sicurezza. Chi sviluppa sistemi difesa non ha in mente l'attacco ma la sicurezza – ha spiegato ancora - Siamo convinti che sviluppare certe tecnologie siano una necessità per il futuro, per la sicurezza dei nostri figli e anche per far crescere l'economia dell'industria", conclude. Leonardo, che è partecipata dal ministero delle Finanze, produce armi come parte delle sue attività nel settore della Difesa e ha soprattutto clienti governativi. Tra le altre cose produce anche elicotteri, aerei, elettronica e sistemi spaziali. L'azienda produce una vasta gamma di armamenti, tra cui torri di piccolo e grande calibro, cannoni navali, siluri, missili e munizioni, e opera anche nel settore dei veicoli militari attraverso la joint venture con Rheinmetall. In questi mesi è stata sotto accusa per via dei rapporti con israele e le forniture all’Idf impegnato nella guerra a Gaza.

La Cisl: «Manovra primo pezzo di patto della responsabilità»

"Noi pensiamo che la manovra sia il primo pezzo importante di un accordo che deve essere più ampio, quello che noi chiamiamo il patto della responsabilità, che ascoltando il presidente Orsini ma anche il presidente di Assolombarda mi pare che abbia un denominatore comune, ovvero fare insieme. Insieme per noi è partecipazione e partecipazione per noi significa avere prima di tutto uno sguardo lungo su che cosa dobbiamo far immaginare per il nostro paese – ha detto la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, a margine dell'Assemblea generale di Assolombarda – Si è parlato molto di crescita, la crescita si realizza attraverso gli investimenti ma si realizza attraverso il lavoro e la produttività aumenta se aumentano gli interventi in innovazione, la produttività aumenta se c'è insieme all'innovazione anche la formazione, per cui l'emergenza che noi abbiamo nel paese, che è quella dei salari, si risolve se si rinnovano tutti i contratti, se aumenta la produttività e viene redistribuita, se si ha un'attenzione particolare e instancabile su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro", ha aggiunto. E poi: «Noi non abbiamo mai proclamato scioperi preventivi. Abbiamo sempre voluto utilizzare al meglio i momenti di confronto, cosa che stiamo facendo anche quest'anno, questa volta, cercando di capire che cosa si può portare a casa in termini di risultati per le persone che noi rappresentiamo ma anche per l'impresa, per tutta la comunità del nostro paese. Quindi andiamo avanti su questo percorso, nel momento in cui non ci dovessero essere delle risposte che a noi convincono, sapremo anche noi mobilitarci".