Asl/To4, il sistema di potere dei concorsi truccati coinvolge venti persone
IVREA. Fasson più altri 19. È così quantificato, alla fine, dai pm Alessandro Gallo e Valentina Bossi il sistema di potere della ex dirigente del Dipsa dell’Asl/to4, imputata principalmente per episodi rivelazione e diffusione del segreto di ufficio, per favorire i candidati più graditi all’interno dei concorsi dell’Asl/To4. Avrebbe, in sostanza, anche attraverso altre persone, fornito ai candidati prescelti le domande del concorso interno.
Indagati, a vario titolo, anche coloro che avrebbero ricevuto i testi: Enzo Bertellini di Ivrea, difeso dagli avvocati Mario Benni ed Enrico Scolari, Mariella Forma di Rivarolo, Dario Fornasieri, Giuseppe Salerno, Maurilia Ognibene di Cavagnolo (avvocata Raffaella Orsello), Massimo Gai di Ivrea, Maria Grazia Gazzera di Cuorgnè, Barbara Arnodo Cava di Strambino (avvocato Alessandro Raucci), Letizia Maria Bergallo, responsabile Spresal di Ciriè e Chivasso, Claudia Griglione, Barbara Manea, Rosa Galantucci, Catia Lasagna, Simone Carta di Romano, Maria Stella Manoti di Albiano, Matteo Voulaz di Ivrea, Paola Rossetto di Bollengo (difesa dall’avvocato Pio Coda), Luca Cota Brachet, Serse Negro di San Benigno.
Il meccanismo delle promozioni all’interno dell’Asl/To4, infatti, è cambiato con un regolamento del 2021. In precedenza si andava avanti soltanto per titoli, mentre nell’ottica di valorizzare le professionalità interne si è passati a titoli ed esami.
Fasson aveva passato due settimane agli arresti domiciliari. Poi, dopo istanza della sua avvocata Beatrice Rinaudo, è stata liberata dal tribunale del riesame presieduto da Stefano Vitelli che aveva sostituto allora la misura cautelare prevista dei domiciliari con quella della sospensione dai pubblici uffici per otto mesi.
