Inchiesta Asl/To4, Cm service nella bufera: maltrattamenti ai pazienti e corruzione
CASCINETTE D’IVREA. Avrebbero sottoposto i pazienti a sedazione notturna, per permettere agli infermieri di turno di dormire. Momenti in cui li avrebbero lasciati anche privi di farmaci, come testimoniato da alcune flebo trovate sui comodini, al mattino, ancora da fare. E poi li avrebbero lasciati sporchi, fradici, nonostante i campanelli che suonavano. Due infermieri, inoltre, pare non parlassero italiano. Sono pesantissime le accuse dei pm Valentina Bossi e Alessandro Gallo e riguardano la gestione dell’ospedale di Settimo Torinese tra giugno 2021 e marzo 2022, allora appaltata a Cm Service, colosso del Facility Management e Social Care con sede a Cascinette d’Ivrea.
Maltrattamenti ai pazienti
Il reato contestato è maltrattamenti, per cui sono indagate non solo la coordinatrice infermieristica Mia Damian Toader, 61enne di Borgofranco e la primaria del reparto lungodegenti Tullia Baietto, ma verso i vertici dell’azienda: la presidente Rita Carmela Conversa, 56 anni, l’amministratore di fatto, Massimo Ferdinando Cassinelli, 65 anni, entrambi di Ivrea, oltre al responsabile del personale all’ospedale di Settimo Torinese, Michele Scusello, 41 anni.
Secondo i pm erano tutti a conoscenza di quello che avveniva nell’ospedale di Settimo. Anche dei sedativi, che secondo le indagini erano somministrati in assenza di prescrizione medica, fatto per cui sono indagati solo Damian Toader, Conversa e Scusello.
Le gare turbate
Dal 30 giugno 2021 al 31 marzo 2023, poi, le gare per l’ospedale sarebbero state turbate da Cassinelli, Conversa, Alessandro Rossi, allora amministratore di Saapa, Luca Asvisio, attuale presidente dell’ordine dei commercialisti di Torino, allora liquidatore della società difeso, Fabrizio Mondello, succeduto ad Asvisio nel ruolo, e Mauro Milan, consulente di Saapa, per fari risultare l’impossibilità di procedere a qualsiasi tipo di gara, per mancanza di tempi, e procedendo a una serie di affidamenti diretti sempre a Cm.
Le rsa e il carcere
Non c’è solo l’ospedale di Settimo sotto la lente, però, ma anche la Rsa della città e quella di San Mauro “Mezzaluna”, oltre alla gara nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. E compare anche la prima ipotesi di corruzione: perché in cambio dell’assunzione della fidanzata del figlio, la dirigente amministrativa Alessandra Camoglio avrebbe fornito a Cassinelli informazioni fondamentali sugli appalti delle Rsa e del penitenziario appunto.
Qui s’inserisce di nuovo la turbata libertà degli incanti, per cui, oltre a Cassinelli, Conversa, Milan e Camoglio sono indagati anche Alessandro Pellegrino di Cm, ma soprattutto Carlo Bono, presidente della Commissione giudicatrice. L’accusa è di aver predisposto un bando “fotografia”, cioè su misura per le caratteristiche di Cm Service. Con Bono torna anche la corruzione, perché secondo Bossi e Gallo avrebbe chiesto in cambio l’assunzione di una donna a Cassinelli.
Le pulizie alla guardia di finanza
Gli investigatori hanno approfondito anche la questione del bando delle pulizie delle caserme della Guardia di finanza di Piemonte e Valle d’Aosta. Cm avrebbe mancato di fornire ben 6.646 giornate, con un profitto di oltre 408mila euro.
Un profitto ingiusto di 16 milioni
Anche se, in realtà, secondo Bossi e Gallo il profitto che Cm si è procurata attraverso il suo modus operandi sarebbe ben più alto. Si parla di una somma non inferiore ai 16 milioni di euro, derivante dalle gare dell’ospedale di Settimo, le Rsa di San Mauro e Settimo e il carcere di Torino.
Secondo i pm il vantaggio di Cm derivava dall’assenza di norme interne per garantire la correttezza delle gare. Anzi, un gran numero di queste sarebbe stata vinta proprio grazie ai comportamenti scorretti.
