Luciano Rapa (Pescarasport24.it) ci racconta Brando Moruzzi
Da alcuni giorni Brando Moruzzi è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Empoli. Per conoscere meglio il giocatore abbiamo interpellato il collega Luciano Rapa (Pescarasport24.it) che ha visto da vicino il calciatore nella stagione appena andata in archivio.
Moruzzi noi lo abbiamo visto ragazzino, voi lo avete visto giocatore. Ti chiedo intanto di raccontarci che giocatore è dal punto di vista tattico e, quanto è cresciuto da quando è arrivato due anni fa a Pescara…
Di certo nel biennio pescarese Brando è cresciuto moltissimo, soprattutto dal punto di vista difensivo. Appena arrivato era il classico laterale di spinta tutta corsa e poca copertura, poi ha imparato a leggere le situazioni di gioco in fase di non possesso e nelle coperture preventive. Adesso sa quando proporsi, con o senza palla, e quando interpretare in modo più attendista il ruolo.
Se al primo anno ha avuto un po’ di discontinuità dal punto di vista dell’impiego, lo scorso anno è stato un titolarissimo. Quanto vi ha dato nel corso della stagione culminata con la promozione?
Lo scorso anno è cresciuto in maniera esponenziale, merito in primis di Baldini. Nel primo anno pescarese, che era la sua prima annata da pro, con Zeman aveva fatto vedere cose interessanti in fase offensiva, grazie soprattutto al suo atletismo e alla capacità di corsa. Era però inesperto e poco smaliziato. Nella stagione della promozione è sbocciato risultando assai determinante
C’erano delle aspettative riguardo ad una sua possibile permanenza a Pescara?
Assolutamente sì. Senza la recompera, non solo sarebbe rimasto allungando il contratto ma sarebbe stato un interprete importante e funzionale nel nuovo scacchiere tattico di Vivarini. E sarebbe stato un capitale tecnico ma anche economico per la società: in Italia non ci sono molti terzini mancini 2004 con già 2 anni da protagonista in C e non con due allenatori qualsiasi, ma con Zeman e Baldini che di prospetti se ne intendono…
Che giocatore dobbiamo aspettarci, considerando che ad Empoli dovrebbe fare l’esterno sinistro di centrocampo?
Un elemento che magari inizialmente può pagare lo scotto del salto di categoria, ma che può crescere e migliorare ancora molto nella pulizia del calcio, nella rifinitura e in fase di copertura.
Pensi che quella di Empoli, sotto la guida di Guido Pagliuca, possa essere la scelta giusta?
Di certo non può essere sbagliata, data la piazza empolese che storicamente è un trampolino di lancio per i giovani e che ambisce a fare un campionato vertice. Forse, però, per il ragazzo un altro anno a Pescara sarebbe stato più utile per la sua crescita, perché di certo avrebbe avuto un impiego maggiore
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