ru24.pro
World News
Июнь
2025

Garlasco, la Procura di Pavia: «Estendere la ricerca di impronte sulla spazzatura di casa Poggi»

0

PAVIA. La Procura di Pavia, in base ai primi riscontri effettuati durante l'incidente probatorio sui reperti trovati nella pattumiera della villetta di Garlasco dove il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi, ha chiesto ai periti "che sui reperti 'etichetta in carta arancione Estathè', sacchetto spazzatura, sacchetto biscotti e sacchetto cereali sia effettuata l'esaltazione delle impronte digitali latenti".

[[ge:gnn:laprovinciapavese:15207212]]

Nella memoria firmata due giorni fa dai pm Giuliana Rizza, Valentina De Stefano e Stefano Civardi - in possesso dell'Adnkronos - viene chiesto che la ricerca avvenga "con modalità dattiloscopiche che saranno concordate tra i periti e i consulenti tecnici nominati, trattandosi questa - diversamente dalla successiva ed eventuale attività di comparazione - di attività di natura irripetibile soggetta a modificazione non evitabile a causa del tempo trascorso".

Alla ricerca di impronte sugli oggetti mai analizzati si associa la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata, mentre i consulenti del nuovo indagato Andrea Sempio continuano a nutrire perplessità sulla conservazione del pattume, tenuto in casa e sequestrato solo otto mesi dopo il delitto della ventiseienne.

Gli esiti

I primi esiti delle analisi svolte sui resti della colazione e sulla spazzatura di casa Poggi nell'ambito dell'incidente probatorio sull'omicidio di Chiara Poggi mostrano il dna di Alberto Stasi sulla cannuccia della confezione di tè freddo e quello di Chiara Poggi sulla pellicola del Fruttolo così come sul piattino e sulla scatola di cereali.

Nessuna traccia invece di Andrea Sempio, indagato nell'inchiesta della Procura di Pavia che punta a riaprire il caso dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, che sta finendo di scontare 16 anni di carcere per il delitto avvenuto il 13 agosto del 2007.

Ieri l'avvocato Antonio De Rensis nella trasmissione Zona Bianca aveva spiegato che sul brick di tè freddo "potrebbe, dobbiamo usare il condizionale", esserci traccia del dna di Stasi e, sempre in ipotesi ancora da confermare, il dna della vittima in tracce molto esigue sarebbe sul piattino e sulla scatola di cereali. Stasi quindi avrebbe bevuto il te' freddo, circostanza che non era mai emersa e che comunque cambia poco nell'ottica della nuova indagine.

L'incidente probatorio proseguirà il 4 luglio, mentre la Procura e i carabinieri stanno portando avanti, tra le altre cose, gli accertamenti informatici e quelli sulla scena del crimine attraverso la Bloodstain Pattern Analysis Dati confermati da più fonti all'Adnkronos, ma su cui la prudenza è d'obbligo. Il capello trovato nel pattume "non è stato ancora analizzato" fa sapere un addetto ai lavori.

Il tema impronte resta centrale anche rispetto alla "traccia 10" trovata sulla parte interna della porta d'ingresso della villetta che per gli inquirenti è la traccia dell'assassino. La Procura esclude che sia di Sempio o di Stasi, ma la difesa del condannato ha chiesto ulteriori approfondimenti rispetto alla presenza (esclusa da tutti i test) di sangue. Il genetista Ugo Ricci, consulente di Stasi, ha chiesto di indagare l'impronta con una tecnica particolare, richiesta a cui si oppongono i consulenti della famiglia Poggi chiedendo che su ogni traccia si proceda con la stessa metodologia per non creare diversità che potrebbero comportare poi problematiche nella lettura dei dati.