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Июнь
2025

Core informatica, l’azienda sarà messa in liquidazione

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IVREA

«Dignità per chi lavora» avevano scritto alcune settimane fa su un lenzuolo i lavoratori della Core Informatica nel corso del presidio all’esterno della sede di Pont-Saint-Martin, per protestare contro gli stipendi a singhiozzo e la mancanza di comunicazione con i vertici aziendali. L’epilogo arrivato mercoledì getta al vento quelle parole. Con una nota drammatica Fim, Cisl, Fiom Cgil Valle d'Aosta e Uilm Uil Canavese annunciano la chiusura dell’azienda che conta una sessantina di dipendenti in Italia tra cui 14 nella sede di Ivrea e una decina a Pont-Saint-Martin.

MORTE ANNUNCIATA

«È la cronaca di una morte annunciata» scrivono i sindacati al termine del secondo incontro avvenuto tra sindacati, azienda e prefettura valdostana. Un incontro in cui non si è presentato l’amministratore unito Roberto Volpe che detiene larga parte delle quote societarie acquistate un paio di mesi fa. E purtroppo non paiono esserci vie di fuga. In collegamento, alla riunione, c’era il direttore Paolo Rumiz. Volpe ha fatto pervenire un documento che riassumeva la situazione e si concludeva con la decisione della società di procedere con la messa in liquidazione. Tra i lavoratori della Core Informatica lo spettro della chiusura era comunque nell’aria. Mercoledì pomeriggio, in un’assemblea fulminea convocata dai segretari generali e Rsu di Fim, Fiom Valle d’Aosta e Uilm Canavese, è arrivata la sentenza definitiva: «Core Informatica va verso la chiusura». I segretari generali Hans Pistolesi (Fim Valle d’Aosta), Fabrizio Graziola (Fiom Valle d’Aosta), Luca Cortese (Uil Canavese) e Deborah Bonacci, funzionaria Uilm Canavese, hanno descritto alle lavoratrici e ai lavoratori la situazione, cercando di mettere in sicurezza il salvabile, stipendi e Tfr. «Le tempistiche non saranno immediate – avvertono le parti sociali -. Rimane da prendere una parte della retribuzione di aprile, tutto maggio e gli arretrati. Niente welfare, in standby i buoni pasto». Un disastro su tutta la linea.

LAVORATORI PROVATI

Il disagio tra i lavoratori è tangibile, nonostante avessero già da tempo la sensazione che si stesse andando lungo una strada a fondo cieco. Dal 2018 ad oggi con l’acquisizione da parte del gruppo Netcom spa, che aveva in qualche modo creato delle aspettative, si è passati a una lenta agonia caratterizzata da stipendi a singhiozzo e acconti di tredicesima. Ora che cosa succederà? Entro una settimana verranno portati i libri contabili in Tribunale e si va verso la liquidazione giudiziaria scrivono i sindacati. «Sarà il tribunale di Ivrea a dover nominare un liquidatore – spiega Luca Cortese –. Ci auguriamo che ciò avvenga in tempi rapidi, nonostante il carico di lavoro degli uffici giudiziari. È importante, quanto prima, avere un interlocutore per capire il percorso». Per i 59 lavoratori il panorama che si profila è comunque di una strada in salita: o accettano nuove proposte di lavoro come molti hanno già fatto in queste ultime settimane o vanno a casa in Naspi (indennità di disoccupazione). E ora? «Il liquidatore potrebbe decidere di proseguire nell’attività lavorativa in esercizio provvisorio – spiegano i sindacalisti – portando a termine le ultime poche commesse rimaste e quindi per qualcuno la possibilità di proseguire l’attività lavorativa». «È importante avere una interlocuzione quanto prima proprio per esplorare tutte le strade e possibilità per garantire nel miglior modo possibile i lavoratori», sottolinea Cortese.

«CI AUGURIAMO SOLUZIONI»

Dispiaciuto della situazione di Core informatica l’assessore al Lavoro di Ivrea Fabrizio Dulla: «Ci auguriamo ancora soluzioni che possano tutelare i lavoratori e l'impresa. Se ciò non fosse possibile mi auguro che il know how acquisito non vada disperso, che possa nascere una nuova impresa del settore che possa attingere al patrimonio umano che si è formato sul territorio».

CORE E TERRITORIO

La storia di Core Informatica, a Ivrea, è stata per anni intrecciata con la vita della città del territorio. Nel 2021 aveva oltre 170 addetti e negli anni precedenti era arrivata a 250. Costituita nel 1997 per occuparsi di servizi informatici, era entrata con partecipazioni in Mediapolis ed Effetto Serra e in Ciac ed era sponsor di diversi eventi culturali in città. Per i 20 anni di attività, aveva scelto il castello di Masino come luogo per festeggiare e raccontarsi. —

A.A. R.C.