Clean 2, Procura e due imputati chiamano 120 testimoni
PAVIA. Più di 120 testimoni nel processo Clean2, che vede sotto accusa tre carabinieri e un imprenditore. La maggior parte (75) sono stati citati da Maurizio Pappalardo, ex ufficiale dell’Arma, che vuole difendersi e per questo ha deciso di affrontare il dibattimento, quindi un giudizio pubblico, chiamando a testimoniare anche i suoi ex colleghi oltre a imprenditori locali, tra cui Carmine Napolitano. A fare la stessa scelta è Daniele Ziri, carabiniere del Nucleo ispettorato del lavoro, anche lui imputato nello stesso procedimento, che ha citato una decina di testimoni, mentre il collega carabiniere forestale, ora in carcere a San Vittore, Antonio Scoppetta farà il giudizio abbreviato (che consente in caso di condanna lo sconto di pena di un terzo).
Infine, l’imprenditore Carlo Boiocchi, che aveva già reso la sua testimonianza con un incidente probatorio in tre tappe, chiederà la messa alla prova, l’avvio cioè di un percorso di riabilitazione con lavori di pubblica utilità per ottenere l’estinzione del reato.
Per tutti era stato chiesto l’immediato (un rito che consente di saltare l’udienza preliminare e si applica in caso di evidenza della prova) ed è stata fissata l’udienza al 12 giugno. Data che ora, alla luce delle scelte difensive, potrebbe cambiare per Scoppetta e Boiocchi. Il 12 giugno è anche il momento delle costituzioni di parte civile: la Procura di Pavia ha indicato come parti offese il Ministero della Difesa e una giovane, ex fidanzata di Pappalardo. Il procedimento riunisce diversi filoni.
Il primo riguarda l’ipotesi di corruzione: secondo la Procura, Scoppetta, che all’epoca lavorava alla polizia giudiziaria, avrebbe ricevuto da Pappalardo, in diverse occasioni, favori, denaro, prenotazioni alberghiere e altre regalìe in cambio di informazioni su procedimenti in corso. Scoppetta avrebbe redatto anche atti in modo compiacente, arrivando a indirizzare un’attività di indagine per colpire un familiare dell’ex fidanzata di Pappalardo. In questo contesto sarebbe maturato lo stalking da parte di Pappalardo, anche con l’aiuto di Scoppetta, nei confronti della sua ex, che aveva deciso di interrompere la relazione nel 2019. I due carabinieri, secondo la Procura, sarebbero arrivati a impiegare altri militari in attività di controllo della ragazza, a cui sarebbero state perfino sgonfiate le gomme dell’auto. Nell’elenco degli episodi ci sono appostamenti e pedinamenti. In un caso anche l’utilizzo di un Gps (di quelli utilizzati per i servizi di indagine) sulla vettura della ragazza.
Pappalardo deve rispondere anche di peculato per avere utilizzato «in modo reiterato» i veicoli di servizio del Nucleo informativo «per motivi personali». Infine, tra le contestazioni, c’è la vicenda della villa di San Genesio, in via Vittorio Veneto, che sarebbe stata acquistata da Antonio Scoppetta a un prezzo dimezzato rispetto a quello di mercato, che era di 600mila euro: l’ipotesi è che l’imprenditore Boiocchi sarebbe stato costretto ad accettare condizioni economiche svantaggiose in cambio di un “cordone sanitario”, una protezione sui controlli del cantiere, che sarebbe stata garantita dallo stesso Scoppetta e dal brigadiere Ziri.
Ora toccherà alle difese provare a smontare le ipotesi accusatorie: Scoppetta è difeso da Giuseppe Madeo e Gian Luigi Tizzoni, Pappalardo da Beatrice Saldarini e Lorenzo Nicolò Meazza, Boiocchi da Orietta Stella ed Edoardo Melli, Ziri dall’avvocato Yuri Lissandrin.
