ru24.pro
World News
Июнь
2025

Muratori acrobati per curare la torre di San Dalmazio di Pavia

0

PAVIA. È un intervento di restauro conservativo quello che è ora in corso sulla torre San Dalmazio, in via Porta. Un intervento di edilizia acrobatica, con gli addetti della Formento Filippo Carlo, società con sede a Finale Ligure, che stanno operando legati ad una fune per mappare lo stato della struttura e individuare le parti da cui si stanno verificando distacchi di mattoni e di malta. È stato voluto dal Comune per mettere in sicurezza la torre realizzata tra il XII e il XII secolo, una delle cento torri che contraddistinguevano la città, «un patrimonio architettonico da conservare e tutelare», sottolinea la vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Alice Moggi, avvertendo che il prossimo 15 giugno partiranno anche i lavori di messa in sicurezza della torre del Maino, in piazza Leonardo da Vinci, da cui, lo scorso 31 gennaio, caddero frammenti di mattoni e calcinacci. «In questo caso si sono dovute attendere le autorizzazioni degli enti competenti per avviare lavori che peraltro vanno effettuati in condizioni metereologiche favorevoli – spiega Moggi -. Al termine saranno eliminate le recinzioni e piazza Leonardo da Vinci tornerà completamente fruibile».

[[ge:gnn:laprovinciapavese:15179919]]

Cantiere pensile

Intanto in via Porta, gli addetti stanno provvedendo a verificare le condizioni di ogni singolo mattone per poi consolidare le porzioni rimanenti. Un intervento dal costo di circa 200mila euro, deciso dall’amministrazione Fracassi e portato avanti dalla giunta Lissia. «Servirà ad impedire la caduta dei mattoni e degli intonaci che si stanno sfaldando – precisa la vicesindaca -. L’obiettivo di entrambi gli interventi, quello di via Porta e quello di piazza da Vinci, è di mettere le strutture in sicurezza e valorizzare importanti beni architettonici». I lavori sulla torre di San Dalmazio dovrebbe concludersi a luglio e, al termine, si procederà alla rimozione dell’impalcatura in acciaio posizionata una ventina di anni fa per raccogliere calcinacci. «Si sta facendo una mappatura del degrado per poi rimuovere le parti in via di distacco», spiega il direttore del cantiere Massimo Oliveri, mentre indica la torre, mostrandone i punti di colore più chiaro.

«Sono i mattoni che si stanno sbriciolando – precisa -. Il problema non è il distacco dei frammenti, ma delle porzioni più grandi che, cadendo da quella quota, diventano molto pericolose. Terminata la “bussatura” delle superfici si procederà a consolidare le parti rimanenti e ad effettuare un minimo ripristino conservativo. È stata installata un rete provvisoria per raccogliere i laterizi che cadono». —