Danni per un milione al Canale di Caluso, sponde erose a San Giorgio
San Giorgio Canavese
Servono opere di rifacimento delle sponde per circa un milione di euro sul Canale di Caluso. Quando il sindaco Marco Baudino ha incontrato la delegazione regionale insieme ai vertici del consorzio del canale, ha fatto tappa nella zona delle due storiche gallerie sotterranee Bioleto e Fenoglio, costruite nel 1764 per garantire il flusso continuo dell’acqua del canale verso la Mandria di Chivasso.
Il maltempo aveva però causato l’esondazione anche in alcune zone attraversate dal rio Molinatto: in particolare in via Michele Chiesa e nella strada che porta verso Cortereggio.
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Ad una progettazione in tempi record è seguito l’affidamento alla ditta Sacchetto costruzioni di interventi di rifacimento dei tratti di strada franati in corrispondenza delle sponde del rio. La spesa è di poco meno di 50 mila euro.
All’indomani dei disastri causati dal maltempo dello scorso aprile, che hanno interessato anche il canale di Caluso, soprattutto nel territorio di San Giorgio Canavese, l’assessore regionale al patrimonio Gian Luca Vignale e il presidente della V Commissione ambiente del Consiglio regionale, Sergio Bartoli, hanno effettuato un sopralluogo nella zona attraversata dal canale artificiale, asse idrico e paesaggistico di fondamentale importanza per il Canavese.
L’obiettivo, preceduto dai rilievi tecnici effettuati dal Consorzio del Canale, era valutare il costo degli interventi strutturali di messa in sicurezza e prevenzione rispetto ai danni provocati dalle recenti alluvioni, rafforzando così la resilienza del territorio e delle infrastrutture idriche che vi insistono sopra.
Una prima stima, per quanto riguarda il canale De Brissac, indica la necessità di opere per circa un milione di euro, tra rifacimenti di sponde ed interventi idraulici. Necessità senza dubbio importanti, ma non per questo meno urgenti.
«Investire sulla sicurezza e sulla fruibilità del Canale di Caluso significa rafforzare la coesione territoriale, tutelare l’ambiente e restituire ai cittadini un patrimonio naturale e storico di enorme valore – ha detto Bartoli - il Canale Demaniale di Caluso, che coinvolge 18 Comuni, si conferma oggi una risorsa idrica, agricola, culturale e ambientale di assoluto rilievo, da riscoprire e valorizzare attraverso una visione condivisa di sviluppo sostenibile e riconoscibilità territoriale».
E poi c’è l’attrattività turistica: «Il Canale demaniale di Caluso – osserva l’assessore Vignale – insieme alle altre opere idrauliche di cui è ricco il territorio piemontese, oggi, ancor più rispetto al passato, rappresenta un potenziale volano di attrattività turistica, storica e culturale. In particolare, in Canavese, dove il patrimonio regionale possiede realtà come la diga di Mazzè, i Canali diventano ancora più centrali nell’economie dei territori locali».
Lungo le sponde, infatti, si possono sviluppare percorsi che permettono di visitare gli ambienti naturali e apprezzare bellezze artistiche e ingegneristiche legate ai Canali e alle comunità. Tutto questo deve avvenire nel pieno rispetto della funzione principale di queste opere idrauliche che è ovviamente quella economica di fornire l’acqua alle attività agricole e preservare la propria portata e capacità anche per la produzione idroelettrica.
