Minacce e insulti ai lavoratori Lidl di Ivrea, arriva una ronda con vigilanza armata
Ivrea
Una prima e importante risposta per i lavoratori del Lidl è arrivata martedì scorso, quando la direzione regionale ha incontrato, nei suoi uffici di Volpiano, i sindacati che negli ultime settimane hanno raccolto il grido d’allarme dei lavoratori che nel punto vendita di via Sant’Ulderico non si sentono al sicuro dopo un susseguirsi di episodi di minacce e aggressioni.
L’azienda ha spiegato di monitorare costantemente l’andamento e di aver predisposto una serie di azioni concrete per arginare il fenomeno. Il più importate riguarda l’attivazione di un servizio di ronda, gestito da personale di vigilanza armata, con passaggi nel corso dell’intera giornata e prioritariamente nelle ore serali. L’azienda ha poi sottolineato di aver potenziato la figura di “assistente alla clientela”, allo scopo di creare deterrenza rispetto a eventi di taccheggio e prevaricazioni nei confronti dei lavoratori. Sul pianto dell’organizzazione del lavoro, Lidl si è impegnata a gestire i turni con rotazioni che prevedano, soprattutto negli orari di chiusura, la presenza di personale maschile. Infine l’azienda ha assicurato di aver preparato un esposto alle autorità di pubblica sicurezza sui reati subiti e su quanto avviene nell’area antistante il punto vendita.
L’ultimo episodio risale a tre giorni fa, quando un ragazzo è entrato nei locali Lidl, ha aperto una confezione di alimenti e ha preteso di mangiarla in loco senza pagare. Il capo filiale ha provato a fermarlo, ma la situazione è subito degenerata con minacce e un tentativo di aggressione fisica. Molti, troppi, gli episodi di chi si serve dagli scaffali (prevalentemente birre e alcolici) e se ne esce senza pagare. Provare a contrastare questo atteggiamento, equivale a ricevere male parole e minacce, come è capitato a molti dipendenti (poco più di venti, per lo più donne con contratti part time).
«Fuori da logiche strumentali che non appartengono al nostro modo di operare - commenta Francesco Sciarra, segretario generale Uiltucs Uil di Ivrea e Canavese - abbiamo ribadito la preoccupazione di fronte ai crescenti episodi di microcriminalità attuati da soggetti, italiani e stranieri spesso in stato di alterazione, che, allontanati dal Movicentro, hanno scelto altre zone di Ivrea per dare sfogo a comportamenti inappropriati sfocianti in veri e propri reati o aggressioni, fortunatamente solo verbali, principalmente nei confronti di personale femminile». «Le azioni intraprese dall’azienda sono sicuramente importanti ma non ancora sufficienti a superare la sensazione di disagio e insicurezza che i lavoratori ci palesano e pertanto, abbiamo proposto ulteriori strumenti come la presenza costante di un servizio di vigilanza armata o il potenziamento del servizio di ronda attivato nell’ultimo periodo, riscontrando la disponibilità da parte aziendale di valutarli nel merito».
Un altro incontro con i sindacati è fissato per il 10 giugno. «Con i primi provvedimenti presi dall’azienda - spiega Michele Racanelli, Filcams Cgil - la situazione sembra migliorare. La guardia giurata però non deve essere un evento spot, ma duraturo. A noi interessa che venga stabilito un protocollo in caso di eventi che mettano a rischio la sicurezza dei lavoratori».
