Un anno a sostegno dei malati di Alzheimer di Pavia: «Il Caffè Ricor-Dare è il nostro porto sicuro»
Pavia. Era il maggio 2024 e a Pavia nasceva il primo Caffè Ricor-Dare sul modello dei Caffè Alzheimer nati in Olanda, da un'idea dello psicogeriatra Bère Miesen: spazi informali, accoglienti e sicuri, dove le persone con demenza e i loro familiari possono incontrarsi, socializzare e ricevere sostegno. Era quasi una scommessa, per aiutare le persone pavesi affette da demenza e i loro care-givers a uscire da quell’isolamento in cui spesso finiscono dopo la comparsa di una malattia caratterizzata ancora da troppi stigmi. Una delle diramazioni nate sotto l'ombrello del progetto Ricor-dare, realizzato da Istituto Neurologico Mondino, Asp Pavia e Consorzio Domicare, finanziato dalla Fondazione Cariplo per il triennio che si concluderà nel luglio 2026. A distanza di un anno, quella scommessa è stata vinta in maniera quasi sorprendente anche per gli stessi organizzatori, che ieri si sono ritrovati nella loro sede abituale -all'Aps Bargiggia- per celebrare insieme il primo anno di vita. Oggi i numeri, che sono stati snocciolati dall'anima di questa iniziativa, Karin Keller (fondatrice del Caffè Ricor-Dare e vice-presidente del Consorzio Domicare) sono infatti più che premianti: venti famiglie intercettate, tredici anziani presenti in maniera costante insieme a diciannove familiari e care-givers. Più quarantuno incontri organizzati e otto momenti formativi, riservati a volontari e parenti.
Squadra di volontari
Accanto a Karin Keller altre due protagoniste femminili, che sono state determinanti per trasformare il sogno in realtà: Elena Cutillo, psicologa che segue i care-givers e Francesca Metelli, educatrice dedicata alle persone affette da demenza. Fondamentale anche l'apporto di Demis di Lillo, musicoterapeuta che mensilmente regala emozioni in canto agli ospiti e una squadra di volontari tra cui figurano anche le giovani Maria (autrice di una tesi su questa realtà) e Lara, scout. «Un anno in cui abbiamo riso molto e anche pianto qualche volta» ha detto Karin Keller nel riassumere un'esperienza unica per Pavia ed ora ramificata anche in Lomellina e Oltrepo. E l'atmosfera che si respira all'Aps Bargiggia è di quelle serene, dove gli aggettivi fondamentali per il Caffè Ricor-Dare sono pienamente tradotti in pratica e riassunti da Francesca Metelli: accoglienza, ascolto, condivisione, empatia e desiderio. Così come i due termini scelti dagli anziani stessi per raccontare la loro esperienza: emozioni e insieme. «Il viaggio che si percorre con un malato di Alzheimer è un percorso sconosciuto – spiega Stefania, che accudisce la mamma e con lei frequenta il Caffè – ma sicuramente farlo in compagnia è meglio che in solitudine. E quando mia mamma sorride parlando di questo "posto magico" io capisco che venire qua è la scelta giusta, per lei e per me. È come un porto sicuro». Al pomeriggio di festa hanno partecipato anche autorità ed esperti: il direttore sanitario Daniele Bosone per il Mondino, il consigliere dell’Asp Marco Dell'Acqua, gli assessori Francesco Brendolise e Gipo Anfosso, il presidente Adma di Pavia Gianluca Maffoni.
Sguardo al futuro
Ora si deve guardare avanti e il futuro propone l'introduzione di nuove terapie artistiche e di movimento, ma mette anche paura di fronte a quel luglio 2026 in cui finirà il finanziamento della Fondazione Cariplo. L’auspicio è che possa proseguire un'attività che è ormai diventata un porto sicuro per malati e familiari.Daniela Scherrer
