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Май
2025

Giro di scommesse nel calcio, agli arresti un 44enne di Motta Visconti

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MOTTA VISCONTI. C’è anche Patrick Frizzera, 44 anni, residente a Motta Visconti, tra i cinque indagati finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulle scommesse clandestine, che ha coinvolto anche una dozzina di calciatori di serie A, tra cui Nicolò Fagioli, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci. La Guardia di finanza di Milano ha eseguito un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di cinque indagati: Tommaso De Giacomo e Patrick Frizzera, i due presunti gestori delle puntate illegali on line, poi Antonio Scinocca, Antonino Parise, Andrea Piccini.

Le accuse
L'ordinanza è stata emessa dalla gip Lidia Castellucci, su richiesta dei pm, dopo gli interrogatori preventivi del 17 aprile per i reati di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse e riciclaggio. Secondo l’accusa, sarebbe coinvolta anche una gioielleria di Milano attraverso cui versare il denaro. Scinocca e Parise, legale rappresentante e socio, e Andrea Piccini, ex socio, avrebbero simulato «la vendita di orologi o preziosi, talvolta a fronte della formale emissione di fatture» e «ricevevano sui conti correnti» bonifici «a copertura dei debiti contratti dai giocatori», così riciclando i soldi delle puntate dei calciatori.

Gli indagati, come ricorda il procuratore Marcello Viola, erano stati già destinatari l'11 aprile di un decreto di perquisizione e di un decreto di sequestro preventivo per oltre 1,5 milioni «con sottoposizione a vincolo di 929.742 euro su rapporti finanziari, 104.085 euro in contanti e sei unità immobiliari (del valore complessivo di stima pari a 499.925 euro)» e «di ulteriori 240.500 euro in denaro contante» trovato «presso la gioielleria», indagata per responsabilità amministrativa degli enti.

I calciatori

In un recente verbale reso ai pm di Milano, Nicolò Fagioli, attualmente in forze alla Fiorentina, ha dichiarato «che anche Vlahovic, che era un mio caro amico quando giocavo nella Juventus, aveva versato un importo di 100mila euro per coprire i miei debiti senza acquistare alcun bene». Raoul Bellanova, difensore dell'Atalanta si sarebbe sentito «minacciato» da De Giacomo, che gli avrebbe chiesto «in maniera pressante», di rientrare dall'intero debito. Debito che in realtà in gran parte riguardava Fagioli, con cui Bellanova giocava sullo stesso account. Il particolare emerge dall'ordinanza della gip in cui si dice che Bellanova sarebbe stato preso dal «panico» come risulta da una chat tra Bellanova e Fagioli. r.p.