Fabrizio Zanotti sugli storici palchi di Parigi, due concerti per il festival Canzoni&Parole
IVREA. Dal 22 al 27 maggio Parigi ospiterà la quarta edizione del Festival Canzoni&Parole, la prima rassegna interamente dedicata alla canzone d'autore italiana in terra francese. E tra gli artisti invitati spicca Fabrizio Zanotti, cantautore eporediese di grande sensibilità artistica che si esibirà il 23 e 24 maggio sul prestigioso palco del teatro Les Trois Baudets, accanto a nomi noti e talenti emergenti della scena cantautorale italiana, nel cuore artistico parigino che è la zona tra Montmartre e Pigalle.
Il festival, che ha ottenuto il riconoscimento del Label Paris Europe dalla Città di Parigi per il suo valore culturale e didattico, dedica l’edizione 2025 a Gianmaria Testa, artista piemontese che proprio in Francia mosse i primi passi della sua carriera internazionale. L’omaggio a Testa, scomparso nel 2016 e considerato il più francese dei cantautori italiani, sarà il filo conduttore di una settimana di concerti, proiezioni, incontri e spettacoli in diversi luoghi simbolici della capitale francese. Fabrizio Zanotti sarà protagonista del Grand Concert previsto per venerdì 23 e sabato 24 maggio alle 20 al celebre Les Trois Baudets, nel 18° arrondissement, storico tempio della chanson parigina. Con lui sul palco: la celebre Teresa De Sio, Mario Castelnuovo, Massimo Donno e giovani promesse come Anna Castiglia, Riccardo Bonsanto, Carolina Bubbico e Miriam Ricordi, con la partecipazione speciale della violoncellista Carlotta Persico. La presentazione sarà a cura di Serena Rispoli e Peppe Voltarelli. Zanotti parteciperà anche all’omaggio collettivo a Gianmaria Testa nella serata evento Dalla parte di Gianmaria al Café de la Danse, domenica 25 alle 19.45, insieme ad altri tredici artisti provenienti da tutta Italia.
La presenza di Fabrizio Zanotti in questa cornice internazionale è un riconoscimento importante per il suo percorso artistico, sempre attento ai temi sociali, alla poesia del quotidiano e alla profondità delle relazioni umane. Un’occasione per dare voce, con la sua chitarra e le sue parole a una sensibilità capace di attraversare confini e parlare a pubblici diversi. Il suo ultimo brano, Uranio, è uscito all’inizio del 2025 e racconta l’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, riportando alla luce le sensazioni, l’angoscia e l’incertezza di quel periodo.
«Il festival esiste da quattro anni grazie all'Associazione musica italiana sotto la direzione artistica di Rambaldo Degli Azzoni Avogadro – racconta Fabrizio Zanotti –. Abbiamo avuto modo di lavorare insieme in passato e per questa edizione sono stato invitato a partecipare. Ne sono molto felice, perché parliamo di un festival dedicato alla musica d’autore italiana, ad artisti che hanno una storia da raccontare. Inoltre, sarà un onore potersi esibire sul palco de Les Trois Baudets, che ha ospitato artisti del calibro di Jacques Brel e George Brassens».
Il festival è incentrato non soltanto sui concerti, ma sulla cultura italiana in Francia in senso lato, ed è organizzato in collaborazione con associazioni e Ministero dell’istruzione francese: «È un progetto che comprende anche lo studio della lingua italiana nei licei francesi e ha un risvolto didattico e pedagogico – continua il cantautore –. Non sono stato invitato soltanto a partecipare ai concerti con il mio repertorio, ma anche ad interfacciarmi con una classe di studenti. Ci siamo incontrati su Zoom ed erano preparati sul mio percorso e sulle mie canzoni, che hanno analizzato attentamente prima dell’incontro online. Ho partecipato a molti festival e a numerose rassegne, ma questo è un format unico nel suo genere e anche per me si tratta di una prima volta. Oltre ai concerti ci sono momenti di laboratorio e altre attività che permettono un profondo coinvolgimento dei partecipanti: è un modo decisamente diverso di diffondere la canzone d’autore, perché con la partecipazione degli studenti c’è una grande attenzione alla lingua, parlata e cantata».
Il confronto è avvenuto con 25 ragazzi francesi: «Con ognuno di loro c’è stato un bel momento di condivisione, non soltanto sul mio lavoro, ma anche su temi di attualità e di vita quotidiana il cui spunto è arrivato dai miei brani. Si sono occupati di studiare attentamente la mia monografia – spiega Zanotti –. Ho percepito che c’era un grande interesse a scoprire chi si cela dietro le canzoni, come sono nate, da quali pensieri ed esperienze, passando da Poco di buono a Bandiera e tanto altro».
